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Home/ALLATTAMENTO, VITA DA MAMMA/allattare: una “campestre” da correre tutta alla luce del sole!

Schermata 06-2456829 alle 00.41.20Allattare è un po’ come correre una campestre. Non si tratta di fare più velocemente possibile i 100 mt e poi concludere. Non si tratta di correre una staffetta: qui, l’unica protagonista sei tu e nessun altro potrà correre al posto tuo. Non si tratta nemmeno di una maratona, con un percorso sempre uguale a se stesso e generalmente nella pianura delle città. No. E’ una vera e propria corsa complessa. Fatta di terreni diversi, saliscendi continui, sconnessioni, buche, acqua ed ostacoli.  Non è una corsa facile. Richiede un buon allenatore, una buona preparazione, ma sopratutto tantissima flessibilità, costanza, determinazione, oltre che una buona dose di punti di ristoro lungo il percorso e un discreto numero di tifosi al tuo fianco.

Determinante è partire bene. Già scegliersi il posto giusto cui collocarsi in mezzo alla folla di atleti può fare la differenza. Prima di tutto perchè è proprio in mezzo a questa folla che solitamente ti danno in mano il tuo cucciolo per la prima volta, e tu, innamorata persa, stanca, confusa e felice, dovrai iniziare a correre. Avere un ottimo punto di partenza ti garantisce un buon avvio. In questo luogo cruciale è importantissimo avere un bel club di tifosi pronti ad accompagnarti all’incontro con il tuo bimbo e a fornirti tutti i suggerimenti e gli strumenti giusti per partire. In questa sede, è altrettanto opportuno avere un ottimo allenatore. Quello che ti ha seguito lungo tutta la preparazione, ti ha spiegato le insidie del percorso e ti ha fornito il giusto equipaggiamento di informazioni e consigli preziosi. In questa fase, se la scelta e le persone di cui ti sei circondata sono state buone è molto probabile che tu abbia avuto una accoglienza da regina, una preparazione fisica rispettosa dei tuoi tempi e della tua fisiologia, e che sia arrivata ad abbracciare il tuo bimbo con tanta serenità ed entusiasmo. In questo frangente l’equipaggiamento ideale prevede una buona fascia porta-bimbo (ideale per percorrere i faticosi tratti in salita che spesso costellano i primi metri), una buona dose di informazioni corrette e un enorme supporto morale. Ed eccoti pronta per partire in pole-position!

Il percorso è unico nel suo genere. 
Schermata 06-2456829 alle 00.33.10Spesso si parte in salita. I primi metri sono i più importanti. Chi ha pochi fans spesso cede il passo alla stanchezza e ai dubbi, chi non ha allenatori deve contare solo sulle proprie forze, chi è partita in una posizione difficile si trascina alcune difficoltà e le salite sono ancora più impervie. Si inizia scalando una montagna. Indossare bene il proprio bambino è cruciale. Attacco e posizioni supercorrette sono la chiave per percorrere agevolmente il sentiero tortuoso. Anche il carattere e lo stato di salute e anatomico del bimbo contano. Mettere in atto tutti i suggerimenti del caso per modellarsi l’uno sull’altro diventa l’imperativo categorico e la condizione migliore per andare avanti. Flessibilità e determinazione fanno il resto. I supporter spingono da sotto e tirano da sopra. In questo modo la salita è veloce e si trasforma ben presto in pianura.

Quando i due elementi cruciali (posizione ed attacco) tentennano si rischiano dolorose uscite di strada. si cade facilmente, si rischia di tornare indietro, si sanguina e si piange. La strada in salita diventa allora una scalata quasi impossibile. La parete sembra liscia e senza appigli e l’abbandono della corsa sembra imminiente. In questi casi la presenza di allenatore e supporter sono davvero indispensabili. Lanciano corde di sicurezza e imbragature resistenti. E ben presto si torna a correre serene. Su per la prima intensa salita, fino alla agognata pianura.

Da qui in poi la strada è molto piu facile, anche se il paesaggio continua  ad essere mutevole e la determinazione e la flessibilità devono essere sempre presenti. Saliscendi continui, momenti di cadute, di stop, di stanchezza estrema sono possibili. Ma, per ognuno di questi, fare ricorso al proprio punto di ristoro e al proprio fan club, fa la differenza e regala grossi balzi in avanti. La strada piano piano diventa sempre meno tortuosa, sempre più semplice, sicuramente sempre più conosciuta. E la si percorre spesso felicemente fino all’arrivo. Anche l’arrivo è mutevole. Non è uguale per tutte e a volte si sposta continuamente. Il traguardo lo si riconosce solo dopo che lo si è superato e lasciato definitivamente alle spalle.

In ogni caso aspettative e realtà spesso non collimano, sia nel bene che nel male. Solo chi percorre questa corsa sa cosa significa davvero. Sia esso protagonista, supporter o allenatore. E’ un tracciato che si può disegnare e raccontare solo dopo averlo percorso tutto.  Comunque sia, è una corsa da correre tutta “alla luce del sole”. Perchè avvincente, educativa, illuminante, provante… perchè sia una testimonianza continua per tutti coloro che la vivono e che la osservano dall’esterno. Perchè la cultura che da essa si genera sia una cultura fatta di informazioni, affetti, attenzioni, sostegno da vivere ogni giorno e da trasmettere alle generazioni future. Perchè sempre più facilmente si possa dire: “io allatto alla luce del sole”!

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giugno 20th, 2014|ALLATTAMENTO, VITA DA MAMMA|Commenti disabilitati su allattare: una “campestre” da correre tutta alla luce del sole!