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Come prepararsi ad allattare: 6 consigli e link utili

seno statuaE’ necessario fare qualcosa per garantirsi un sereno allattamento? Occorre prepararsi in qualche modo? Io dico di sì! Ma non certo sfregando capezzoli e cospargendoli di creme, bensì informandosi e scegliendo. Perchè la conoscenza ci permette di scegliere al meglio ciò che più influenza l’avvio e il mantenimento della lattazione stessa: e cioè il luogo del parto e i professionisti che ci accompagnano nel nostro percorso nascita. Ecco 6 consigli e tanti link utili per prepararsi bene! (Anche in caso di labiopalatoschisi)

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Ci si deve preparare ad allattare? C’è qualcosa che si può fare per prepararsi e garantirsi un buon allattamento? La mia risposta è sì, ASSOLUTAMENTE Sì! Occorre forse preparare i capezzoli in qualche modo assurdo? Assumere quintali di tisane e integratori per arrivare già piene di latte al momento del parto? Spalmarsi di creme ovunque? No. ASSOLUTAMENTE NO.

La natura ci ha già predisposte per allattare. Mammella e capezzoli sono creati, pensati, ideati per poter allattare. Gli ormoni che ci hanno permesso la gravidanza ci sosterranno anche nell’avvio dell’allattamento. Gli istinti di ricerca e suzione del bambino sono naturalmente orientati verso il seno e al trasferimento di latte. L’istinto contenitivo e protettivo della madre avvicina il piccolo al seno ad ogni segnale e garantisce il corretto avvio e gestione della lattazione.

Eppure io continuo a sostenere che al giorno d’oggi, in un contesto come il nostro,  BISOGNA PREPARARSI per allattare serene.

È infatti inutile dire che “(quasi) tutte le donne possono allattare” se poi tutti questi istinti e competenze vengono deliberatamente intrappolati e schiacciati da un mare di ignoranza e di pratiche scorrette. Se il rooming-in è una fortuna, il parto cesareo una routine, il breast crawl e lo skin to skin una mera utopia al di fuori di ogni protocollo. Inutile riempire le donne di brochure, volantini e informazioni, se poi lo stesso ospedale  o consultorio brulica di campioncini e pubblicità, più o meno visibili, di sostituti del latte materno, integratori e cremine miracolose.  Inutile riempirsi la bocca di belle parole durante il corso preparto quando in realtà subito dopo il parto la mamma entra in un altro reparto, con un altro primario, personale diversamente formato e una cultura dell’allattamento obsoleta. Inutile che una mamma desideri e combatta per allattare quando di fronte a qualsiasi  difficoltà la prima soluzione proposta è smettere oppure tenersi il problema e vivere un allattamento martirizzante. 

Quando si parte col piede sbagliato, quando non c’è una informazione ed un sostegno corretti, si parte in salita e si procede in rincorsa.  Faticosa, intensa, rincorsa.  E non sempre la natura riesce a compensare questi errori. Non sempre si riesce, non sempre è fattibile provarci, non sempre si è al corrente di poterci almeno provare. 

Quindi sì. Serve fare qualcosa per prepararsi per allattare! Quello che serve davvero è CONOSCERE PER SAPER SCEGLIERE.

Conoscere la fisiologia della lattazione, avere una minima idea di come funziona una mammella e i meccanismi che sono alla base dell’avvio e del mantenimento della produzione, sapere come attaccare il bambino al seno senza dolore e come prevenire le problematiche più frequenti.

Queste informazioni ci servono principalmente come CRITERIO DI SCELTA: del luogo del parto, delle persone che ci accompagnano nel puerperio, delle figure professionali di supporto…

Se si è a conoscenza dei motivi scientifici per i quali una separazione precoce o prolungata tra mamma e bambino incide negativamente sull’avvio e la gestione dell’allattamento (per non parlare della parte emotiva), si è in grado di scegliere, ad esempio, un luogo del parto nel quale è previsto un “rooming-in totale” (e non uno fatto passare per totale quando invece è solo di poche ore al giorno…). Se si è a conoscenza del fatto che un corretto attacco al seno previene ragadi ed altre problematiche peggiori, non si continuerà ad allattare nel dolore cercando aiuto in creme miracolose, ma si pretenderà e si cercherà il supporto professionale ideale.

E se il bimbo ha un problema? Una patologia , una malformazione? 

Ancora di più!  Tutti i bambini hanno diritto al latte di mamma, specialmente i prematuri e i piccini con patologie in atto. E tutte le mamme devono poter avere la possibilità di allattare se lo desiderano. Negare questa possibilità a priori, o con interventi scorretti, inefficaci, controproducenti, la considero una vera e propria VIOLENZA OSTETRICA.

Luciano Albonetti, presidente Aismel (http://www.labiopalatoschisi.eu/), in questo video (https://m.youtube.com/watch?v=eKLWl216F08&a=&feature=youtu.be) racconta il progetto “Allat-TIamo”e rende chiarissimo il concetto di questo mio articolo.  Un bambino con labiopalatoschisi ha diritto di nascere nel modo più dolce e naturale possibile, COSì COME TUTTI I BAMBINI, perchè a nessuno (nemmeno a chi è costretto per ragioni mediche gravi a sottoporsi ad un cesareo), dovrebbe essere negata la possibilità di mantenere attivi, desti e funzionanti quegli istinti, quegli ormoni, quelle competenze che ben conosciamo. Se questa fosse la normale routine per TUTTI i bambini e tutte le mamme, non ci sarebbe nemmeno bisogno di questo progetto. Ed invece, grazie a questo progetto, e quindi paradossalmente partendo dalla patologia, cerchiamo di arrivare ad una normalizzazione dell’allattamento PER TUTTI. (http://www.aismellabiopalatoschisi.it/sites/default/files/Progetto%20allattiamo%2020165%20-%20Google%20Docs.pdf).

Quindi, per chi è in gravidanza e desidera sapere COSA FARE PER PREPARARSI AD ALLATTARE , può:

Quindi, sì! di cose da fare ce ne sono, e anche tante. BUONA PREPARAZIONE! 

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maggio 14th, 2016|Categories: ALLATTAMENTO|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su Come prepararsi ad allattare: 6 consigli e link utili