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La Mamma Perfetta non esiste!

Dichiaro guerra, apertamente  e pubblicamente al mito della Mamma Perfetta.
La mamma Wonder Woman non esiste e il suo è un mito controproducente, che svilisce e ci fa sentire inadeguate. Io, oggi, sogno un nuovo mito: quello della Real Mom!

Il mito della mamma Wonder Woman

Chi ha una certa età come me, è cresciuta con la mitica Wonder Woman: bellissima, perfetta, irreprensibile, dai superpoteri, eroina fino al midollo, superpotente.
Mitica. Quindi, irreale, cioè: esempio irraggiungibile.
Eppure, noi donne (che siamo sempre molto brave a farci del male da sole) la abbiamo assunta a idilliaco esempio di super mamma! Ci siamo illuse di poter incarnare nella nostra quotidiana vita da mamma la superpotenza di una Wonder Woman.

Ed è così che ogni giorno facciamo a gara sui social per raccontare le nostre superdoti di mamma: allattare tutta la notte senza un lamento, svegliarsi all’alba perfettamente allegre, truccarsi alla perfezione, entrare nei vestiti aderenti da adolescente, svegliare/vestire/accompagnare a scuola i bambini più grandi, lasciare il piccolo al nido senza pianti né fatiche, correre al lavoro, concentrarti senza stress, tornare a casa, recuperare tutti, fare la spesa, cucinare, metterli a nanna e dedicarsi al marito … ed essere sempre e soltanto felici e soddisfatte!

La fatica dell’essere perfette

Eppure… eppure ben presto ci si scopre fragili.
Molto meno potenti di quanto vogliamo dare a vedere, prima di tutto a noi stesse.

Si inizia a barcollare, ad avere i primi cedimenti, a commettere errori, a dimenticare qualche figlio a ginnastica o a scordarci la merenda del mattino a scuola Per non parlare dell’immensa drammatica fatica delle notte insonni. Logoranti, sfinenti, che annebbiano il cuore e la mente. E ad un certo punto ci accorgiamo di arrancare, e che i salti meravigliosamente sovrumani della super mamma non siamo più in grado nemmeno di pensarli.

E’ solo di poche settimane fa la lettera sfogo di una mamma a Beppe Severgnini. Una lettera condivisa, sofferta, nella quale molte si sono identificate.

Prima o poi si scrolla. Ci si sente inadeguate. Sbagliate. Mamme incapaci, non in grado di stare al passo. E le lacrime, inesorabili prima o poi arrivano e si mescolano all’acqua della doccia, perdendosi in lunghi durissimi silenzi. Perché certe cose non le si può dire, certe cose le dobbiamo mascherare, nascondere, perfino a noi stesse. E fingere.
Fingere che essere mamme è la cosa più bella che ci sia capitata, che quel figlio che tanto si è cercato è l’unica gioia dei nostri occhi, che questa vita fatta in questo modo è la migliore delle vite che stiamo vivendo. Orgogliose di riuscire a fare tutto, orgogliose di essere super-mamme e super donne che non sbagliano mai e si dedicando sempre a tutti. E non importa se poi si nascondono le ombre.

Quelle ombre che fanno male e che rendono così tanto evidente che il mito della mamma Wonder Woman è dannatamente controproducente.

Elogio della fragilità

Ebbene, lo ripeto: io sono stanca di questo mito. Scendo in guerra contro il mito della mamma Wonder Woman, della Mamma Perfetta.
Io, da oggi, elogio la fragilità.
Esalto quelle lacrime nascoste e le rivelo al mondo, donandole di nuova luce, di quella luce che richiama sostegno, vicinanza, calore emotivo. Cerchi di donne strette in alleanza, famiglie che rispettano la fragilità dell’altro e si aiutano a vicenda. Donne che chiedono aiuto. Senza vergogna, senza sensi di colpa, prima di arrivare al dramma.

Io da oggi, sogno un nuovo mito.  Quello della Mamma Reale. Dolcemente imperfetta, che non ce la fa a fare tutto, che sogna una vita di  part time verticali, che impara a delegare, che rinuncia a qualche cosa, che inizia anche a prendersi cura un po’ di più del suo cuore e della propria anima.

Care mamme normali, reali, fragili, imperfette… io sono dalla vostra parte!

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