Tag Archives: conservazione latte materno

giu. 14.

Quali alimenti liquidi durante lo svezzamento?

bicchierinoPremesso che il latte materno dovrebbe essere la fonte principale di liquidi in un bambino almeno fino all’anno di vita, questo è il periodo giusto nel quale poter introdurre e far sperimentare l’acqua.

-  Il bambino tra i 6 e gli 8 mesi impara ben presto a bere direttamente da un normale bicchierino. L’uso del biberon non è nè indicato, nè indispensabile. Aiutare il bimbo ad imparare a bere piccoli sorsi d’acqua da un bicchiere normale lo rendono autonomo molto presto anche sotto questo aspetto.

- Oltre all’acqua si possono introdurre brodi vegetali o centrifugati di frutta e verdura.

- I succhi di frutta industriali andrebbero evitati al massimo in quanto compromettono pesantemente l’assunzione di nutrienti indispensabili per la crescita, oltre che contengono sostanze ed additivi nocivi per la salute.

-  Da evitare assolutamente il latte vaccino sotto l’anno di vita. Non solo è inutile ma anche dannoso e potenzialmente allergizzante.

Soprattutto all’inizio dello svezzamento può capitare che le feci del bambino cambino consistenza e frequenza. La pupù diventa un po’ più consistente e può concentrarsi anche in una sola scarica al giorno. Tutto questo è normale e fisiologico. A volte può indicare anche una leggera disidratazione o un adattamento alle nuove condizioni dell’apparato digerente. Mantenere alto l’apporto di latte materno contribuisce a minimizzare anche questi eventuali fastidi transitori.

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apr. 16.

Informazioni Unicef/OMS per le neomamme

allattareunicefDocumento dell’Unicef, in collaborazione con OMS, sulle principali indicazioni circa l’allattamento al seno. Utile per avere una panoramica sulle posizioni, attacco, frequenza delle poppate e molto altro. Ricordiamo che allattare deve essere un piacere e che tutte le donne possono avere  latte a sufficienza per nutrire il proprio bambino. Eventuali dolori, difficoltà, scarsità di latte, sono quasi sempre dovute a pratiche scorrette o a cattivi consigli sulle modalità di allattamento. C’è quasi sempre una soluzione! E spesso la tempistica di intervento è determinante nel risolvere eventuali problematiche.

  allattare_seno_unicef

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apr. 11.

Spremitura manuale del seno – video

Schermata 08-2456528 alle 00.05.21Il video (in inglese,  D.ssa Jane Morton della Stanford University in California) mostra come spremere e raccogliere il latte manualmente, senza ausili. E’ un modo facile, semplice, economico, sicuro, per estrarre il latte materno. tutte le donne lo dovrebbero conoscere, in quanto molto utile in svariate occasioni. Durante i primi giorni per stimolare l’arrivo della montata lattea qualora il bambino non possa o non riesca a succhiare bene; per drenare un seno troppo pieno; per stimolare una maggiore produzione di latte nelle settimane a venire; per raccogliere il latte qualora si abbia necessità di conservarlo.

LEGGI ANCHE GLI ARTICOLI RELATIVI ALLA ESTRAZIONE E CONSERVAZIONE DI LATTE MATERNO nelle FAQ ALLATTAMENTO

 

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apr. 11.

Come si fa la spremitura manuale del seno?

Ivideo spremitura manualel procedimento iniziale è lo stesso del tiralatte: rilassamento, tranquillità, massaggio preparatorio. Dopo qualche minuto procedete con l’estrazione mettendo pollice e indice a circa un paio di cm dalla base capezzolo. Le due dita dovrebbero essere il più possibile corrispondenti tra di loro, e non necessariamente sotto e sopra. Esistono tecniche diverse, in ogni caso non si deve nè “strizzare” il capezzolo, nè “tirarlo”, nè far scorrere le dita sfregando verso il capezzolo. Bensì semplicemente premere leggermente la porzione di areola suddetta tra le dita, con movimenti ritmici e continui. La spremitura manuale dovrebbe essere insegnata durante tutti i corsi di accompagnamento alla nascita e dovrebbe essere una tecnica acquisita da tutte le mamme allattanti.  CLICCA SULLA FOTO PER VEDERE IL VIDEO  - vedi anche gli altri video del blog.

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apr. 10.

Come e dove conservare il latte materno?

barattolo raccogli-latte

Il latte materno puo’ essere conservato e raccolto in diversi modi. In vasetti di vetro specifici (ma anche vasetti di yogurt a chiusura ermetica), oppure in contenitori di plastica solitamente graduati (bottigliette tipobiberon oppure vasetti), od infine nei sacchetti appositi. In generale i contenitori (barattolini) sono i più versatili. Si possono sterilizzare, usare e riutilizzare moltissime volte, e una volta concluso il periodo dell’allattamento possono essere usati per la conservazione di alimenti. Unico difetto: occupano un po’ di spazio nel congelatore. Sono ideali se si pensa di usarli spesso.

sacchetto raccogli-latteI sacchetti invece sono molto comodi per la conservazione per  lungo tempo in congelatore. Sono già sterili, occupano poco spazio, ma non si possono riutilizzare. Qualsiasi sia la vostra scelta, vi ricordiamo, in caso di stoccaggio a lungo termine, di scrivere su ogni contenitore la quantità di latte estratta e la data di estrazione. Riponete sempre i contenitori più recenti in fondo, in modo da avere sotto mano quelli da utilizzare per primi. Se posti in frigorifero, non metteteli nello sportello, bensì nella parte più fredda ed interna.

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apr. 10.

A quale temperatura e per quanto tempo è possibile conservare il latte materno?

latte materno conservatoLa conservazione cambia a seconda dell’uso che se ne vuole fare. Se si prevede di somministrare il latte al bambino in breve tempo, lo si puo’ lasciare direttamente a temperatura ambiente, fuori dal frigorifero, in un contenitore sterile (o molto ben pulito) e ben chiuso. Se invece lo si vuole mettere da parte per le ore o i giorni successivi, lo si può mettere direttamente in frigorifero e poi eventualmente nel congelatore.

ecco una tabella riassuntiva dei tempi di conservazione del latte materno:

  • a temperatura ambiente:     a 15°: 24h  //  a 20°: 10h  //  a 25°: 6h // oltre i 30°: 4h
  • in frigorifero:  8 giorni
  • nello scomparto freezer:  2 settimane
  • nel congelatore (-19°): 6 mesi

Se durante una sessione non si è riuscite, o non si è voluto, riempire il contenitore tanto quanto era l’obiettivo previsto, allora si può procedere in questo modo: ogni volta che estraete del latte, conservatelo in frigorifero. La sessione successiva, conservate il latte raccolto in un altro contenitore e riponete anch’esso in frigorifero. Quando entrambi, o più contenitori, avranno raggiunto la stessa temperatura (intorno ai 4°/5°), solo allora sarà possibile unire tutto il latte raccolto in un unico contenitore fino a raggiungere la quantità desiderata. E provvedere poi all’eventuale stoccaggio in congelatore. Se invece pensate di raccogliere il latte più volte nell’arco  di 4/5 ore, potete lasciare i vari contenitori a temperatura ambiente e unirli poi tra loro. Questo è ideale se ci si toglie il latte per somministrarlo subito dopo al bambino e non per conservarlo.

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apr. 10.

Come scongelare e scaldare il latte materno?

scongelamento latte materno

Ci sono vari metodi per scongelare il latte conservato. Se si è certe di quando doverlo utilizzare, lo si può togliere dal congelatore e riporre in frigorifero la sera precedente in vista della somministrazione il giorno successivo. In caso di “urgenza” invece, si può prendere il barattolino o il sacchetto direttamente dal congelatore, e senza aprirlo, metterlo in ammollo in un recipiente con dell’acqua calda (non bollita, ma calda del rubinetto) a bagnomaria. Dopo qualche minuto l’acqua si sarà raffreddata e il latte un po’ scongelato. Tenendo sempre il contenitore del latte ben chiuso, continuate a cambiare l’acqua del recipiente in modo che sia sempre calda. Dopo circa una decina di minuti, il latte sarà completamente scongelato e pronto per essere scaldato e somministrato. Il latte scongelato di due diversi contenitori può essere comunque unito e dato insieme. Una volta scongelato il latte andrebbe consumato entro 24h. Il latte materno va scaldato a bagnomaria, in modo graduale, per qualche minuto. Attenzione allo scaldabiberon che raggiunge alte temperature troppo velocemente e rischia di alterare alcuni componenti del latte. E’ meglio evitare di scaldarlo in microonde. In alcuni testi infatti sembra che esso  comprometta le immunoglobuline contenute nel latte, in altri, soprattutto, si fa presente la possibilità di ustioni dovute al fatto che il microonde scalda in modo non uniforme i cibi.

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apr. 10.

Il mio latte scongelato ha un cattivo odore, cosa posso fare?

A volte succede. Questo è dovuto alla lipasi contenuta nel latte, e che alcune donne producono in modo più abbondante di altre. Prima di congelare grandi quantitativi fate una prova. Estraete e congelate un barattolino di latte per una settimana, una volta scongelato annusatelo. Se ha un odore intenso e sgradevole potrebbe essere per questo. Se il vostro latte presenta questa caratteristica potete farlo bollire appena estratto in un pentolino, raffreddarlo velocemente e congelarlo subito dopo. In questo modo, una volta scongelato, l’odore non sarà più tanto intenso.

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