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Cosa significa “Aiutami a fare da solo”

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Il bambino sa

Il bambino piccolo non ha bisogno di qualcuno che gli insegni a crescere, perché il processo di crescita è già dentro di lui. E spinge, forte, istintivamente e prepotentemente, chiedendo a gran voce “possibilità” e “strumenti”.

Gli adulti non insegnano ai bambini a mangiare, a camminare, a parlare, a giocare, a relazionarsi.
Gli adulti, semplicemente, assecondano queste spinte, ma esse partono direttamente dal bambino.

Quando un neonato viene al mondo, cerca, istintivamente il seno. Cerca la sua fonte di nutrimento e di amore primaria. La mamma. Ma la mamma non insegna al bambino ad attaccarsi al seno e a succhiare. Bensì, semplicemente,  asseconda il gesto, accompagna i suoi riflessi istintivi, gli dona la possibilità di accedere al seno. Gli libera i vestiti, gli sorregge il corpo, ma non gli insegna a creare il vuoto e ad estrarre il latte.

Il bambino che sta aggrappato con tutte le sue forze alle braccia materne, piangendo non appena poggiato in culla, è lo stesso, che pochi mesi dopo, piange e reclama di essere posato a terra, per gattonare, esplorare, alzarsi in piedi. È lui che lo chiede, che si fa capire, che sente dentro di sé questa spinta.
Gli adulti non gli insegnano a gattonare spiegando come coordinare mani e piedi, bensì, semplicemente, assecondando il bisogno di essere messo a terra, di essere lasciato libero di sperimentare il suo corpo e le sue competenze.

Il bambino chiede possibilità

Il bambino non ha bisogno dell’adulto che gli spiega come fare.
Ha bisogno di un adulto che lo lasci libero di fare.
Ha bisogno di un adulto che gli prepari l’ambiente, gli oggetti e gli strumenti giusti, affinché possa essere libero di fare.
Ha bisogno di un adulto che lo lasci libero di sperimentare anche i propri limiti, i limiti dell’ambiente, i limiti delle regole 

Ha bisogno di un adulto che sia emotivamente vicino, che faccia il tifo per lui,
che lo incoraggi nella sua  avventura di crescere, non che si sostituisca  a lui.

A tutte le età .Con i giusti limiti

Il bambino chiede limiti

“Insegnare a fare da solo”, non significa, “lasciar fare quello che si vuole, sempre e in ogni circostanza”. 

Maria Montessori ha ben presente il germoglio presente in ogni bambino, ma ha anche ben presente che la Natura opera entro certe leggi ben definite, che non possono essere ignorate. Ciò che crea un danno o che manca di rispetto non è libertà, è essere intrappolati in schemi emotivi e mentali che danneggiano le possibilità e le potenzialità di crescita.
La Natura è creativa, ma, in certi casi può essere distruttiva, ed è per questo che va accompagnata.

Il bambino chiede fiducia

“Insegnami a fare da solo” non significa solo preparare un ambiente a misura di bambino, offrire materiali specifici, strutturare proposte. 

Significa, soprattutto, vivere un approccio educativo che riempie l’anima.
Significa vedere la vita ed il bambino con gli occhi della libertà e dell’autonomia.

Significa gioire per un apprendimento acquisito, significa fare il tifo per il ragazzino che inizia ad esplorare il suo quartiere e a prendere le misure del Mondo.

Significa, prima di tutto, dare fiducia.

E questa è il retroscena più difficile di questo approccio educativo: dare fiducia alla Vita, alle competenze innate ed acquisite del proprio bambino, alla capacità di gestione delle emozioni e delle relazioni, conflitti compresi.

Il bambino apprende vivendo

Per questo motivo, ogni esperienza che il bambino vive, ad ogni età, deve essere considerata un apprendimento. Un bagaglio di competenze cognitive, fisiche e relazionali che lo preparano a muoversi nel mondo, da solo. Anche le esperienze più faticose emotivamente, anche i piccoli grandi fallimenti che vivrà, anche i conflitti che dovrà gestire.

Il bambino ha bisogno di allenamento e di allenatori

Così come un atleta ha bisogno di ripetere mille e mille volte lo stesso gesto affinché diventi automatico, perfetto, efficace, allo stesso modo anche il bambino deve allenarsi.

Si allena ore ed ore a camminare, su e giù per il corridoio, percorrendo sempre la stessa strada, conosciuta, sicura, entro la quale sperimentarsi ogni giorno di più.

Ma si allena anche, allo stesso modo, a camminare nel suo cuore, e a incontrare quello degli altri. Si allena  a gestire le proprie emozioni, a convivere con i limiti e le regole della vita sociale, a gestire i conflitti.

E noi adulti, noi siamo la migliore palestra che un bambino possa avere.
Noi siamo la sua palestra di vita

Noi,  la sua casa, la sua scuola, il contesto sociale in cui vive. E tutti noi, oltre a  lasciarli liberi di sperimentare il loro istinto di crescita, dovremmo anche cominciare a  comprendere che  ogni loro esperienza è un’occasione di allenamento, di apprendimento. Un’occasione per imparare come funziona il mondo, come funzionano loro, come possono farcela da soli, come possono vivere le loro emozioni o  entrare in relazione con l’altro.

Aiutiamoli a fare da soli, ma anche, alleniamoli a fare da soli!

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Allenati con noi e partecipa all’incontro “aiutami a fare da solo” il 27 ottobre a Rozzano.

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