Se vuoi conoscere tutto sui principali temi del tuo allattamento, rivedere bene attacco e posizione, imparare la spremitura manuale e cosa fare in caso di svezzamento, i miei corsi on line sono perfetti per te. Scoprili subito!
Home/ALLATTAMENTO/Alimentazione in allattamento

Alimentazione in allattamento

Cose da sapere per l’alimentazione della mamma che allatta: cibi da evitare, alimenti consigliati, diete vegane. Tra verità e falsi miti.

Una delle preoccupazioni maggiori in allattamento riguarda l’alimentazione materna, la possibilità che tutto ciò che la mamma mangia passi nel latte crea numerosi dubbi e richieste di chiarimenti.

Purtroppo in questo ambito, i falsi miti sono davvero tanti e difficili da estirpare.

In realtà non sono necessarie indicazioni particolari nell’alimentazione della mamma che allatta. E’ sufficiente che la mamma mangi e beva seguendo le sue necessità e mantenga una dieta varia ed equilibrata per far stare bene lei e il suo bambino.

Non è quindi necessario mangiare alimenti speciali o evitarne alcuni durante l’allattamento. Ma vediamo in dettaglio cosa è più utile sapere.

Esistono cibi da evitare? 

Spesso viene consigliato di evitare alcuni cibi come asparagi, broccoli, cipolle e aglio ma la verità è che non esistono controindicazioni vere e importanti su questi alimenti. L’unica motivazione che si adduce è che questi alimenti possono modificare il sapore del latte.

Questa però non è una controindicazione.

Il fatto che il latte cambi sapore a seconda di ciò che si mangia non è una controindicazione, ma è un semplice e fisiologico dato di fatto.

Così come il liquido amniotico cambia sapore a seconda dell’alimentazione materna e il feto inizia ad assaporarne i diversi gusti fin dalla vita intrauterina allo stesso modo, se la mamma segue una dieta variata, il bambino è già perfettamente in grado e fisiologicamente predisposto ad accogliere tutti i sapori presenti nel latte materno.

Anzi, questo gli permette di maturare una sorta di imprinting dei sapori, che tornerà utile anche in fase di svezzamento.

Il pensiero che il latte debba essere necessariamente sempre molto dolce è una supposizione non reale. E’ fisiologico che il latte cambi sapore ed è altrettanto fisiologico che il lattante li assapori e li gradisca tutti.

Quindi alimentarsi serenamente in modo vario senza eliminare nulla non solo è salutare, ma anche favorevole all’accettazione dei cibi nel periodo di introduzione dei cibi solidi.

In allattamento è importante mangiare di più? 

Dipende.

E’ vero che allattare fa consumare circa 500/700 Kcal al giorno, ma solitamente le precedenti riserve di grasso accumulate negli ultimi mesi di gravidanza sono sufficienti a colmare questa nuova richiesta, permettendo alla mamma di ritornare in forma senza bisogno di diete o grandi sacrifici.

Se in gravidanza si è preso poco peso o se si parte da una condizione di sottopeso, può essere importante aggiungere piccole porzioni di cibo in più ogni giorno per non rischiare di compromettere la propria salute.

L’alimentazione vegetariana e vegana sono controindicate in allattamento? 

Assolutamente no.

L’alimentazione vegetariana non dà problemi in allattamento. L’unico rischio è la carenza di vitamina B12 nel latte materno in caso di diete vegane.

Se ben pianificate ed equilibrate, le diete vegetariane o vegane sono sicure.

È utile però sapere che tutte le diete, compresa quella onnivora, rischiano di avere gravi carenze nutrizionali in caso non siano ben calibrate.

Nella dieta onnivora è molto probabile una carenza di vitamine a fronte di un eccessivo carico calorico, di grassi o zuccheri. Al contrario, nelle diete vegane, il rischio è di una carenza di vitamina B12, vitamina D, zinco, iodio e ferro. Nonché un carente apporto proteico.

In generale quindi, qualsiasi regime alimentare si segua, è sempre bene pianificare e controllare la propria alimentazione, sia per la salute materna sia per le ricadute che ha direttamente nel suo latte.

Si possono assumere alcolici in allattamento? 

Meglio di no.
L’alcool è uno dei pochi alimenti che passa direttamente nel latte con pochissimi filtri da parte dei lattociti (cellule produttrici di latte), è quindi bene sapere che quasi tutto l’alcool ingerito può arrivare direttamente al bambino tramite il latte.

Le dosi consentite sono di circa un bicchiere a pasto, a patto che si faccia passare un tempo adeguato prima di allattare il bambino (almeno 2 ore).

Questo rischia di essere sottovalutato, specie se l’allattamento è esclusivo, a richiesta e frequente come nei primissimi mesi ma anche dopo l’anno.

In via precauzionale, onde evitare di non poter allattare il bambino al seno a richiesta, è sempre meglio astenersi dal bere alcolici in allattamento.

Bere birra aumenta la produzione di latte? 

Non ci sono alcune evidenze scientifiche in merito.

Solo una corretta gestione dell’allattamento, un attacco e una suzione efficace, attiva e frequente incidono sull’aumento di produzione di latte.

Dato la pericolosità dell’alcool anche nel latte, è quindi meglio evitare accuratamente alcun tipo di alcolici, birra compresa.

Mangiare legumi fa venire coliche? 

Ciò che dovrebbe provocare fastidiose fermentazioni e possibili mal di pancia sono le fibre contenute nei legumi, non i legumi in sé. Da qui la diceria di evitare legumi per evitare le coliche gassose del neonato.

A parte il fatto che spesso e volentieri ciò che viene interpretato come colica gassosa di fatto non lo è e che passa magicamente attaccando il bambino al seno o tenendolo in fascia, ad ogni modo ciò che va considerato è che le fibre sono di fatto delle scorie che creano volume all’interno dell’intestino materno, facilitandone il transito intestinale ma non entrando direttamente nel sangue.

Ciò che non entra nel sangue non può nemmeno entrare nei lattociti e quindi nel latte (che da questi è generato).

Durante l’allattamento quindi i legumi sono ammessi e sono considerati un’ottima fonte di proteine da non eliminare inutilmente.

Se, per qualsiasi motivo, i legumi irritano l’intestino della mamma (senza che questo incida minimamente sul latte) può essere utile eliminare le bucce esterne con un passaverdure o acquistare legumi decorticati, ottimi anche in fase di alimentazione complementare.

The e caffè vanno eliminati? 

Anche in questo caso non ci sono grandi studi ed evidenze in merito, si è riscontrato però che dosi massicce di caffeina e teina al giorno (7/8 tazze) rendono il neonato particolarmente irritato e insonne.

The è caffè non sono controindicati in allattamento e non vanno necessariamente eliminati, ma è utile limitarli.

Bisogna bere di più? 

Un’altra diceria comune è che per produrre già latte bisogna bere almeno 3 litri al giorno.
Non ci sono alcune evidenze in merito, anzi, alcuni studi hanno dimostrato proprio il contrario.

In allattamento quindi non serve sforzarsi di bere molto di più del solito, ma limitarsi ad assecondare la propria richiesta di acqua.

Vero è che in allattamento è normale avere molto più sete e avere bisogno di maggior introito di acqua, specie nelle prime settimane di allattamento.

Cosa preferire quindi per la propria alimentazione mentre si allatta? 

Allattare non è una malattia 

Allattare è una condizione fisiologica della donna, non è una malattia e come tale va trattata.
In ogni fase della propria vita l’alimentazione è importante e andrebbe curata e pensata.
Il fatto che in gravidanza e allattamento la propria alimentazione incida anche su quella del proprio bambino è motivo in più per prestare attenzione, ma non necessita di regolamentazioni rigide o privazioni inutili.

Allattare è occasione per migliorare la propria alimentazione

Curare la propria alimentazione in gravidanza e allattamento può essere una buona occasione per rivedere i propri stili alimentari, le proprie conoscenze sul cibo, le combinazioni, le modalità di cottura e di condimenti più adatti.

Sperimentare piatti unici, cereali diversi dal solito, introdurre maggiore varietà di alimenti, imparare nuove metodologie di cottura sana, riscoprire una dieta con pochissimi sali e zuccheri, sono tutti passi utili per garantirsi la salute di tutta la famiglia nonché impostare una sicura base per un’alimentazione complementare (o autosvezzamento) in piena sicurezza e dal giusto equilibrio.

Allattare richiede energie: gustati snack sani ed energetici 

Un altro piccolo suggerimento è quello di sperimentare snack alternativi ai soliti aperitivi e merende in ufficio, che siano energetici e sani da gustare quando si fa fatica a cucinare un intero pasto equilibrato oppure nei momenti di particolare stanchezza fisica, insonnia o stress, tipici di questo periodo della vita.

Ne parliamo insieme durante le mie consulenze allattamento in fase di introduzione dei cibi solidi, ma anche con la collaborazione di Marzia Riva de La Taverna degli Arna e della naturopata Arianna Caprioli durante gli incontri di Brand and Care e nel corso on line Benessere Mamma.

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.