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Allattamento di gemelli e neonati prematuri

È possibile allattare gemelli e neonati prematuri? Certo, il difficile sta nell’avviare l’allattamento, presto e bene. Il seguito vien da sé.

Allattamento e bisogni del neonato prematuro

Un bimbo prematuro (o gemello prematuro) è un neonato:

  • con caratteristiche ed esigenze specifiche
  • che ha bisogno di aiuto per avviare la produzione di latte
  • che necessita di aiuto per assumere adeguate quantità di latte

Un bimbo prematuro, più degli altri, ha bisogno:

  • del contatto pelle pelle, costante, con la sua mamma
  • di latte materno che garantisce una maggior protezione immunitaria

Come avviare la produzione di latte materno in caso di prematurità 

La produzione di latte materno deve essere avviata e sostenuta:

  • il prima possibile
  • con strumenti e mezzi adeguati
  • grazie all’aiuto di personale esperto
  • con tanto sostegno pratico ed emotivo

 

Essere gemelli e/o neonati prematuri 

Capita spesso che la gemellarità si accompagni a prematurità o a una condizione di “basso peso alla nascita” (meno di 2,5 kg), per non parlare poi dei bimbi “gravemente prematuri” o con un “peso di nascita molto basso” (meno di 1,5 kg). Questi non sono solo dei neonati più piccoli ma sono proprio dei bimbi diversi, con condizioni particolari di cui tenere conto.

Caratteristiche dei prematuri 

A seconda della gravità, sono bimbi più fragili, a rischio di infezioni, problemi digestivi e respiratori. A volte non hanno ancora attivo il riflesso di rooting (ricerca del seno) e la coordinazione tra respirazione e deglutizione al seno – ma anche al biberon – è difficoltosa.

I bimbi prematuri, che necessitano più di tutti del latte della loro mamma, sono bimbi con caratteristiche particolari che influenzano anche le loro competenze ad alimentarsi correttamente. Per questo motivo sia loro che le loro mamme hanno bisogno di aiuto immediato e competente.

Nei casi più semplici, nati intorno alle 36/37 settimane o solo poco sottopeso (intorno ai 2,5 kg), sono bimbi che io definisco borderline. Non sono dei gravi prematuri con grandi necessità di ospedalizzazione, ma non sono nemmeno bimbi a termine con un peso, una tonicità e una forza adeguati. Spesso e volentieri sono bambini letargici che cercano poco il seno, non si svegliano facilmente e poppano poche volte al giorno, sonnecchiando sul seno. Sono bimbi che rischiano di assumere poco latte, di non avviare bene la produzione della mamma e rimanere itterici a lungo. Questo sono bimbi che vanno aiutati tanto quanto i bambini prematuri e non andrebbero dimessi senza dare spiegazioni corrette alla mamma sull’avvio di allattamento. Ne ho parlato QUI.

Di cosa ha bisogno un bimbo prematuro? 

– Come tutti, anche il bimbo prematuro e i gemelli hanno bisogno, prima di tutto, della loro mamma.

Prima del nutrimento, prima della culla termica. Perché non c’è nulla come il corpo della mamma a garantire la stabilizzazione della temperatura corporea, della respirazione, dell’attivazione dei riflessi di suzione e di ricerca del nutrimento. Quando è possibile, dunque è importante lasciare i bimbi sul corpo materno subito dopo il parto e, in ogni caso, garantire accesso costante al reparto di Terapia Intensiva o Patologia Neonatale.

Sono ormai ben noti i benefici vitali della cosiddetta kangaroo-care (marsupio-terapia) anche per i neonati più fragili. È bene avviare questa pratica non appena possibile e quanto più a lungo possibile nelle 24 ore, alternandosi anche con il papà o altri familiari.

– Il neonato pretermine ha bisogno, più di altri, del latte della sua mamma.

Tutti i bambini hanno diritto al latte materno, i prematuri ancora di più. In questo caso, la somministrazione di latte materno può essere vitale. Letteralmente. E questo la dice lunga di quanto il latte materno sia davvero speciale.

Il neonato prematuro nasce con un sistema immunitario fortemente immaturo e il rischio di contrarre agenti patogeni è alto, soprattutto in caso di lunga ospedalizzazione.

Il latte materno è così speciale che le donne di bambini prematuri producono un latte speciale, su misura per il piccolo, più ricco dal punto di vista nutrizionale e immunitario di quello delle altre mamme.

Le donne che sono ricoverate in ospedale con il bambino producono più facilmente anticorpi ai normali agenti patogeni presenti in ospedale, così facendo tramite il loro latte proteggono in modo ancora più mirato il bambino.

– I gemellini e i prematuri hanno bisogno di aiuto sia per avviare la produzione di latte materno, sia per assumerlo in quantità adeguate.

Questo è un punto fondamentale e ho già avuto modo di parlare QUI dell’importanza del ruolo del bambino nell’avvio e nel mantenimento della produzione di latte materno. Qualora il piccolo non sia sufficientemente attivo o adeguatamente competente nel richiedere, estrarre e assumere latte, questa situazione deve essere compensata e condotta dalla mamma in vece del bambino, fino a quando non si dimostri in grado di farcela da solo.

 

Come avviare la produzione di latte materno in caso di prematurità

Più il bambino o i gemellini sono piccoli, di basso peso o molto prematuri, e meno saranno in grado di sostenere il loro ruolo nella danza dell’allattamento.

Se un neonato non è in grado di richiedere ed estrarre il colostro frequentemente e in modo efficace, non sarà in grado di avviare una buona montata lattea e quindi una produzione di latte in quantità adeguata al suo fabbisogno.

La mamma in questo caso deve essere accompagnata e sostenuta nel fare il lavoro che avrebbe dovuto fare il suo piccolo o i suoi gemellini: cioè, stimolare e drenare la mammella quanto meglio e quanto più spesso possibile.

Gli step principali da compiere in questo caso sono: 

  • stimolare il contatto pelle a pelle quanto più possibile e frequente, per migliorare condizioni di salute del bambino e attivare più rapidamente i riflessi di ricerca, ancoraggio e suzione del bambino
  • iniziare precocemente la spremitura manuale: entro le prime 6 ore dopo il parto e continuare almeno 8 volte al giorno fino a consolidamento
  • dopo l’arrivo della montata lattea ma anche prima, è possibile iniziare a usare il tiralatte con lo stesso ritmo (minimo 8 volte al giorno)
  • è utile e opportuno arrivare a raccogliere circa 750 ml di latte nelle 24 ore entro i primi 10 giorni di vita, anche se il fabbisogno del bambino è ancora molto più basso (perchè è importante che la produzione si calibri subito)
  • somministrare il latte materno tirato con tutti i metodi più adatti a quello specifico bambino (finger feeder, biberon special needs, tazzina, dal dito o al seno se riesce ad attaccarsi, biberon normali…), se hai dei dubbi contatta la tua consulente di riferimento
  • se il bambino è pronto ad attaccarsi al seno (a 32 settimane dal concepimento circa), privilegiare l’attacco diretto al seno anche solo per pochi minuti ogni volta, controllando che sia attivo ed efficace e subito dopo somministrare il latte materno tirato in precedenza
  • solo sotto controllo di una consulente e solo se davvero necessario, si può valutare l’utilizzo di un paracapezzolo

Quale tiralatte e come usarlo? 

In caso di prematurità, può essere davvero utile avere un tiralatte di ottima efficacia e una buona bilancia che conteggi anche variazioni minime.

In questa GUIDA puoi trovare tutto quello che può esserti utile sapere sui tipi e le modalità di utilizzo del tiralatte.

A livello generale è importante che tu abbia una buona attrezzatura ma anche e soprattutto un grande supporto pratico ed emotivo intorno.

Per far sì che la produzione si avvii e aumenti, è fondamentale che si attivi il cosiddetto riflesso di emissione del latte ovvero ciò che fa sì che il latte inizi a uscire copiosamente e velocemente, tra le mani o nel tiralatte. In questo modo il raccolto di latte sarà ogni giorno più alto e la produzione sempre più consolidata.

Il riflesso di emissione, però, si attiva grazie al rilascio di ossitocina, ormone delicato che si attiva in condizioni di relax, penombra, tranquillità ed emozioni positive.

In caso di un parto prematuro queste condizioni sono estremamente difficili: la preoccupazione per la salute dei piccoli, le condizioni psicofisiche della mamma che probabilmente arriva da una gravidanza faticosa o con complicanze varie non sono certo l’ideale.

Quanto prima si recupera e si ritrova un po’ di equilibrio e tanto meglio il riflesso ossitocinico si attiva.

A volte può essere efficace evocare il riflesso ossitocinico con un massaggio al seno e iniziare una spremitura manuale, per poi passare subito alla raccolta con tiralatte.

Se vuoi sapere tutto su estrazione e conservazione del latte materno, vedere un video dedicato al massaggio e alla spremitura manuale e accedere a tutto quello che può essere utile sapere su come funziona la produzione di latte, puoi sfruttare il mio corso on line LATTE E AMORE!

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Quando è possibile passare a un allattamento esclusivo al seno nel bimbo prematuro? 

Per arrivare a un allattamento al seno diretto ed esclusivo è necessario che il bambino sia in grado di ricercare e afferrare correttamente il seno, estrarre latte a sufficienza e coordinare bene suzione e respirazione, almeno 8/10 volte al giorno.

Per arrivare a questo risultato occorre pazienza, tempo e grande determinazione.

Il bambino, a livello anatomico, deve:

  • avere il riflesso di ricerca del seno attivato
  • saper protrudere adeguatamente la lingua se stimolata
  • sapersi ancorare bene al seno (i prematuri hanno cuscinetti buccali, muscoli e legamenti orali poco sviluppati e quindi non competenti per il mantenimento della presa al seno, o comunque non a lungo quindi si stancano prima e fanno fatica a mantenere la presa e a estrarre il latte)
  • avere un buon controllo posturale nell’area cervicale per mantenere la stabilità dei movimenti della testa e del collo durante l’allattamento al seno
  • non avere avversione orale causata da utilizzo di sondino nasogastrico, eventuali aspirazioni o incubazioni che possono aver provocato un trauma nel bambino devono essere superate
  • non avere asimmetrie o schiacciamenti a livello cranico, facciale o dei muscoli del collo (emiplegia, torcicolli, ematomi da ventosa, ecc.)

Il controllo della postura migliora col progredire della maturazione.

Lo sviluppo neurologico è sufficiente per la coordinazione di un ritmo maturo di suzione/deglutizione/respirazione a partire dalla 32°/35° settimana sebbene i bambini curati con KMC (marsupio-terapia) abbiano dimostrato competenze di suzione, deglutizione e respirazione già dalla 28°/30° settimana.

In alcuni casi può essere utile un ciclo di trattamenti osteopatici per attivare bene le competenze di suzione e migliorare eventuali problemi posturali. Massaggi in zona periorale o esercizi di desensibilizzazione della zona orale in presenza di avversione o riflesso di vomito troppo marcato.

La poppata deve arrivare a essere:

  • attiva
  • efficace
  • frequente

Il bimbo deve attaccarsi bene, in una posizione comoda per mamma e bambino, senza far male, prendendo una buona porzione di areola, non perdere la presa e attivare il vuoto adeguato per estrarre latte. La presa deve quindi essere efficace e non faticosa per poter durare a lungo.

Se il bambino sta usando il paracapezzolo può essere il momento di valutare la sua eliminazione. Chiedi aiuto!

QUI trovi una checklist e un articolo su come dovrebbe essere una poppata efficace.

Nel mio corso on line Latte e Amore trovi anche un video completo dedicato alla poppata con i fondamentali di attacco e posizione, utile anche in caso di gemelli.

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Come passare dal tiralatte al seno? 

Il passaggio deve esser graduale e fatto sotto controllo per evitare bruschi cali di crescita e regressioni nel bambino.

Non appena il bambino o i gemellini arrivano a un buon peso (superiore ai 2,5 kg, meglio ancora intorno ai 3 kg) è probabile che manifestino dei grandi cambiamenti nei loro comportamenti. Potrebbero stare più svegli tra una poppata e l’altra, poppare dal biberon o da altri ausili in modo sempre più competente ed efficace, richiedere il latte svegliandosi autonomamente ogni tot ore e cercare attivamente il seno della madre.

Se questi segnali si accompagnano a una suzione al seno sempre più efficace e prolungata, è il momento di cambiare e sperimentare un po’. Si può provare a tirare il latte meno volte al giorno, dando priorità all’attacco al seno assecondando ogni richiesta e offrendo il seno.

Se il bambino si dimostra attivo e richiedente è possibile assecondarlo e, nel giro di breve tempo, eliminare tiralatte e ausili. Se invece chiede spesso ma ancora si addormenta al seno o non poppa in modo davvero efficace, può essere utile iniziare un periodo di osservazione con doppie pesate e continuare a estrarre latte per continuare a coprire il fabbisogno del bambino fino a quando si dimostra pronto per farne a meno.

Ci sono bambini che recuperano velocemente e altri che hanno bisogno di un “periodo di mezzo” più prolungato.

Quanto più le doppie pesate segnano un peso adeguato a ogni poppata o comunque nell’arco delle 24 ore, tanto più velocemente si andrà a eliminare tutto quanto: bilancia, tiralatte, biberon.

In questa fase è fondamentale che attacco e posizione siano davvero perfetti. A volte bastano pochissimi cambiamenti per attivare una poppata molto migliore e quindi velocizzare tutto il processo.

 

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