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allattamento e sostegno: i termini chiave

IMG_9315Prima di ogni altra cosa c’è l’ASCOLTO. Noi raccogliamo storie che scatenano EMPATIA e la trasformano in ACCOGLIENZA. Questa genera FIDUCIA e ACCORDO, concretizzandosi in OBIETTIVI CONDIVISI,  ed in PERCORSI FATTIBILI E SOSTENIBILI. Con dedizione e costanza, procedendo passo passo, insieme, ogni giorno. Questo, a parer mio, è il vero sostegno e la vera PROMOZIONE dell’allattamento al seno.

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Prima di ogni altra cosa c’è l’ASCOLTO. Non ci limitiamo a raccogliere informazioni: noi raccogliamo storie. Storie di vita, storie di generazioni che si mescolano, intrecci di desideri, bisogni, delusioni, sconfitte, amori, vittorie. E come tali, questo genere di storie non possono semplicemente essere catalogate ed archiviate con troppa leggerezza. Ma ti entrano nel cuore e ti appassionano, scatenando EMPATIA. E quando empatia si attiva anche l’ibclc lo fa, e l’ascolto si trasforma in ACCOGLIENZA.

E qui va fatta una precisazione. Accogliere significa fare entrare dentro, ricevere, contenere, ma anche accettare ed approvare. Non è una semplice parola come tante. Quando si accoglie qualcuno lo si deve fare per davvero. Senza pregiudizio alcuno.  Non si può pensare di accogliere qualcuno solo quando la pensa come me, quando ha dei modi che mi piacciono, oppure quando ha i miei stessi obiettivi. Se si è predisposti all’accoglienza questa deve essere sempre valida, per tutti, in ogni caso. E una mamma che si sente accolta in questo modo lo percepisce e immediatamente scatta la sintonia e l’ACCORDO per poter lavorare insieme

Quando si lavora in sintonia la prima cosa da fare è definire un OBIETTIVO CONDIVISO. Si parte quindi da un desiderio, da una necessità  e si inizia a remare nella stessa direzione. Questo genera FIDUCIA, stima reciproca, confidenza, intimità. Questo ci conduce passo passo a procedere sempre più velocemente e facilmente. Questo, e solo questo, ci permette anche, talvolta, di modificare il proprio obiettivo in corsa. Magari, anche, nel suo esatto opposto. 

Quando l’obiettivo è ben chiaro si aprono diversi possibili percorsi. La vetta della montagna sembra altissima. Talvolta troppo, e talvolta lo è davvero. Non avrebbe senso, e sarebbe quasi pericoloso e controproducente, spronare la mamma al raggiungimento di quella vetta. Se un bambino vacilla sui suoi passi non lo invita certo a correre, cadrebbe malamente e si rifiuterebbe anche di camminare. Ogni cosa a suo tempo. E ogni strada va scelta soppesando tutti i fattori in gioco. Il PERCORSO scelto deve essere CONDIVISO, FATTIBILE e SOSTENIBILE. Per lei, la sua famiglia, in questo preciso momento. Tra due settimane, magari, l’obiettivo si alzerà ed i passi non vacilleranno più così tanto.

E in queste due settimane è probabile che ci siano diverse cadute, ginocchia sbucciate, piccoli grandi ostacoli superati, momenti di lacrime ed attimi di gioia. Tutte adeguatamente commisurate alle proprie forze e al percorso intrapreso. La continua calibrazione del latte va di pari passo alla continua calibrazione emotiva nella relazione mamma/consulente. In queste due settimane quindi, ci saranno messaggi, telefonate, lacrime condivise, abbracci di incoraggiamento. Ed è così che il SOSTEGNO prende forma. Accompagnando passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Questo, a parer mio, è il vero sostegno e la vera PROMOZIONE dell’allattamento al seno.

Marzo 1st, 2016|Categories: ALLATTAMENTO|Tags: , , , |Commenti disabilitati su allattamento e sostegno: i termini chiave