I tempi di attesa per una consulenza sono di 3/4 giorni circa. Contattami subito! Non ti impegna e non perdi tempo
Home/PEDAGOGIA/Il legame tra allattamento e sviluppo psicologico del neonato

Il legame tra allattamento e sviluppo psicologico del neonato

C’è uno stretto legame tra allattamento e lo sviluppo psicologico del neonato. Il neonato cresce e si sviluppa non solo fisicamente attraverso il latte, ma anche attraverso  il legame speciale che lo lega alla sua mamma. Legame che si forma durante tutta la gestazione, ma che continua a crescere e rafforzarsi durante l’esogestazione e i primi anni di vita anche grazie  al gesto stesso dell’allattare.

Nutrire una relazione

Allattare è nutrire. Ma non è un nutrire solo di latte, è un nutrire una relazione. Allattare significa coltivare giorno dopo giorno, poppata dopo poppata, il legame tra mamma e bambino. I movimenti istintivi che il piccolo è in grado di fare nel primo trimestre di vita sono infatti tutti orientati non solo alla ricerca di nutrimento per sopravvivere (il latte), ma anche di un nuovo nido sicuro (base affettiva sicura) nel quale completare la sua crescita

Un legame in evoluzione

Un legame che non è sempre uguale a se stesso, ma che evolve, così come evolve il modo stesso di poppare nel corso dei mesi. Inizialmente è continuo, frequente, dalla durata indefinita e con una forte connotazione ormonale, direi viscerale, proprio come accade a due innamorati che non riescono a staccarsi l’uno dall’altro pena il deperimento fisico ed emotivo.

Poi, più la relazione si consolida, più l’uno vive dentro la vita dell’altro e meno c’è bisogno di contatto costante. Le poppate si fanno meno frequenti o comunque meno lunghe, sono più distratte e la diade madre e figlio si apre al mondo. Il loro legame rimane ma si trasforma, dando vita ad un rapporto separato ma altrettanto ricco e pieno d’amore reciproco. Questo andamento si evidenzia chiaramente nel processo del continuum dall’endogestazione all’esogestazione.

 

Una lettura utile per comprendere e vivere questo legame

 “Il bambino non è un elettrodomestico” di Giuliana Mieli (filosofa e psicologa), descrive benissimo questa dinamica:

“La credenza più diffusa è che il neonato si attacchi al seno per fame: il vero motivo per cui il bambino si attacca alla madre è in realtà la necessità che si rinnovi quella simbiosi che esisteva prima del parto.

La nascita è solo un passaggio, che lo porta da una fusione passiva ad una fusione attiva. Ci vuole un lungo tempo affinché il neonato possa capacitarsi del cambiamento avvenuto e ad adattarsi alla nuova situazione. La madre, sorretta dal padre, deve riuscire a dargli quasi l’illusione di essere ancora nell’utero, avvolgendolo con le sue cure, per aiutarlo a farlo crescere, gradualmente.

Quanto più madre e bimbo godranno di una rinnovata fusionalità, tanto più facile sarà poi la successiva separazione. Questa sicurezza deve essere alimentata fin dai primi giorni di vita, immediatamente dopo la nascita, perché possa fungere da fondamento indelebile per la futura crescita e separazione”

Ed è qui che avviene la magia dell’innamoramento, dell’imprinting: nel primo momento in cui madre e bimbo incrociano il loro sguardo. Nel momento in cui tutti gli istinti si attivano per cercare continuamente questo legame, questo momento di contatto, di accoglienza, di nutrimento. Ed è proprio qui che dobbiamo lasciar fare a Madre Natura piuttosto che rimanere vittime dei condizionamenti culturali, della paura del vizio, dell’urgenza di un’autonomia troppo precoce, del narcisistico e irreale desiderio di una vita uguale a quella di prima.

Per fortuna ci pensa il puerperio a riportare l’Istinto al primo posto: carne e sangue, amore e lacrime per dare vita alla più profonda, appassionata e durevole storia d’amore della vostra vita!

“La preoccupazione del viziare, prontamente sostenuta da mamme, nonne, vicine di casa è diffusissima; e sarebbe una sanissima preoccupazione se si applicasse ai veri bambini viziati, più grandi, cui non si è capaci di dire di no. Ma un neonato è un’altra cosa: rispondergli è un dovere, prendersi cura di lui, è l’unica possibile coerenza dopo averlo concepito. La cura deve essere messa nel conto insieme alla Vita

 

La poppata: un gesto che consolida il legame

Prima e più della fame, lo lega alla madre un bisogno affettivo di sicurezza. La natura userà questo luogo in cui si stempera l’urgenza affettiva per far passare il latte. L’incontro fisico diventa quindi il tramite attraverso cui si esprime il legame.  E il latte diventerà il segno tangibile della preoccupazione materna

Questo passaggio è bellissimo. Prima della fame e prima del nutrimento, il gesto stesso dell’allattamento al seno veicola e concentra in un tutt’uno l’accudimento fisico e affettivo essenziale per un neonato. Latte e Amore, appunto. Volutamente, ho scritto il gesto dell’allattamento al seno.

Certo, non metto in dubbio che anche dare il biberon è nutrire di latte e amore. Ho conosciuto tante mamme passare attraverso questo gesto volutamente, necessariamente o semplicemente perché non hanno avuto modo di avere alternative. E so benissimo quanto amore può passare attraverso il dare un biberon. Ma ho visto anche tante, tantissime volte, trasformare questo gesto in un semplice atto nutritivo. L’atto stesso di allattare al seno infatti dà l’opportunità a mamma e bimbo di sperimentare gesti, sguardi, movimenti, ritmi, ecc. che vanno al di là della semplice nutrizione e che sono alla base di un profondo legame affettivo e di una sicura conoscenza del mondo.

Se non sei riuscita ad allattare ma senti di voler tenere in vita quanto più possibile questo momento tanto particolare, leggi i miei consigli per dare il biberon.

 

Allattare a richiesta: utile per il nutrimento, utile per la relazione

Lo avevo già scritto: allattare stanca. Sì, proprio come anche dare un biberon. Stanca perché “dare cura”, accudire, è stancante. Perché prendersi cura dell’altro, al di fuori di sé, significa dare energia, regalare emozioni, donarsi fisicamente. E’ intenso, ma fa parte dell’essere madre e va messo in conto, appunto.

Ed è così che la regola dell’allattare a richiesta trova il suo fondamento non solo nella fisiologia della lattazione, ma anche perché il gesto dell’allattamento possa e si debba svolgere frequentemente in modo prolungato, per molte volte al giorno. Affinché sia garantita al neonato quella intensa ricarica emotiva che è base sicura dalla quale partire nella propria esplorazione del mondo.

Ti interessa approfondire questo testo? Qui trovi la mia RECENSIONE de “Il mio bambino non è un elettrodomestico” di Giuliana Mieli 

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi rimanere aggiornata su questi argomenti o leggere le recensioni che pubblico periodicamente, ISCRIVITI alla mia NEWSLETTER.  Ogni mese ricevi, nella tua casella di posta e gratis, i miei e-book e quello di questo mese è “50 cose da sapere per vivere serenamente il tuo allattamento e la tua maternità“.

aprile 20th, 2018|Categories: PEDAGOGIA|Tags: , , , |0 Commenti

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.