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Allattamento, EBM ed emozioni

Growth_Curve_Girl_(WHO)…”Il seno non è solo nutrimento ed il latte non è solo una questione di salute fisica. E forse è giunto il momento in cui la Evidence Based Medicine inizi a farsene una ragione e a trattare l’allattamento come una questione non esclusivamente di salute, bensì anche e forse, soprattutto, di relazione. A partire dalla relazione madre/operatore.  Una relazione fatta non solo di dati oggettivi e di tabelle statistiche, ma fatta anche di sfumature emotive e di parole da scegliere”  …

Le parole, si sa, sono potentissime. Il loro suono, la loro etimologia, il modo in cui vengono pronunciate, il contesto… tutto incide e tutto lascia il segno. Ascoltando le donne, mi rendo sempre più conto che ciò che ne orienta i comportamenti e le scelte, più che i dati oggettivi o le informazioni scientifiche, sono le parole. Le parole, spesso subite, durante il parto; le parole registrate indelebilmente durante l’intera degenza ospedaliera; le frasi ascoltate durante le visite pediatriche; i commenti delle mamme vicine di casa o lette nei gruppi virtuali; le parole, dal valore immenso, dei compagni e dei parenti più cari. Quando leggo ricerche, tabelle e statistiche leggo numeri, frequenze, evidenze.  Indispensabili ed utilissime. Ma dovrei, necessariamente, anche riempirle di parole…
Dovrei leggerle alla luce delle emozioni che si nascondono dietro alle cifre; alle parole che un dato oggettivo ha generato e ai vissuti che quelle stesse parole hanno suscitato. 

Di fronte al dato oggettivo di un calo ponderale superiore al 10% pochi giorni dopo la nascita..
il commento “A” (cara, stai tranquilla. è calato un pochino in più di quello che ci aspettavamo. proviamo a capire meglio cosa sta accadendo. prendiamoci un po’ di tempo per osservare come poppa, come si attacca, se e quanto deglutisce. intanto raccontami come va la gestione della giornata e quali ti sembra siano le principali difficoltà. Proviamo a trovare insieme un modo per superarle e per cercare di aiutarlo a mangiare un po di più e a rasserenare anche te. lavoriamo insieme),  è estremamente diverso dal commento “B” (Signora! ma non lo vede quanto è calato? Lo vogliamo far morire di fame questo bambino? E’ pericolosissimo. Lo sa che se continuasse ad ostinarsi con questo seno rischiamo di compromettere pesantemente la sua salute? insomma. veda un po’ lei cosa vuole fare. Qui la situazione è critica. Gli dia una bella dosa di aggiunta e poi torni per il controllo e vedrà come è cresciuto).

E qui si evidenzia la limitatezza della Medicina attuale. Quella Evidence Based. Quella che, al di fuori del dato statistico, non sa vedere. Perchè, infatti, questi commenti, non compaiono mai nelle cartelle cliniche o nei fogli di dimissioni. E non compariranno mai. Compare il dato del calo ponderale, compare il dato del consiglio delle “aggiunte di latte artificiale”, ma non se ne evince la gestione emotiva, le motivazioni profonde, gli esiti successivi.

Quelli li raccogliamo noi. Noi che accogliamo le storie delle donne e dei loro vissuti.

E così si scopre che dietro al dato oggettivo “episitotomia paramediana” riportato in cartella, ci sta tutto un mondo nascosto di dolore fisico ed emotivo lacerante, che spesso divide la coppia, che devasta la donna e che incide sullo stesso accudimento del bambino. O si scopre che, dietro ad un allattamento apparentemente semplice e lineare (dato statistico “allattamento esclusivo fino al 6 mese”) ci sono dietro storie difficilissime, di donne che, nonostante la sbrigativa indicazione di aggiunta data in ospedale, da sole, nel silenzio della loro casa, in lotta con mariti, nonne e pediatri, riescono poi ad allattare.

Numeri versus parole; dati oggettivi versus vissuti e comportamenti. Ecco, in un mondo dove la gestione dell’allattamento è diventato dominio prevalentemente sanitario; in un mondo in cui la gestione della medicina è Evidence Based; in un mondo in cui, se non esistono ricerche recenti e dati oggettivi è come se non esistesse nulla, io sento l’esigenza di puntare l’attenzione su ciò che passa nascosto. Su ciò che non trova posto nelle tabelle, nelle cartelle cliniche, nelle curve dell’Oms, nei report del pediatra. Io desidero riportare l’attenzione sulle parole, sulle emozioni e sui vissuti. Su ciò che davvero, nel profondo di una donna, segna il suo stato d’animo ed il suo stesso maternage. Io desidero riportare l’allattamento su questo piano. Perchè  il seno non è solo nutrimento ed il latte non è solo una questione di salute fisica. E forse è giunto il momento in cui la Evidence Based Medicine inizi a farsene una ragione e a trattare l’allattamento come una questione non esclusivamente di salute, bensì anche e forse, soprattutto, di relazione. A partire dalla relazione madre/operatore.  Una relazione fatta non solo di dati oggettivi e di tabelle statistiche, ma fatta anche di sfumature emotive e di parole da scegliere.

Novembre 3rd, 2014|Categories: ALLATTAMENTO, VITA DA MAMMA|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su Allattamento, EBM ed emozioni