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Allattamento in tandem

Allattare un neonato e il figlio più grande insieme è un esperienza molto forte. Scopri come si conduce un allattamento in tandem e i suoi risvolti emotivi.

Cosa significa allattare in tandem? 

Significa allattare sia il neonato che il figlio più grandicello. Più spesso si allattano due bambini insieme, talvolta (in caso di gemelli) anche tre.

Se una mamma è rimasta incinta durante l’allattamento del primo figlio, in assenza di comprovate controindicazioni mediche, può continuare ad allattare lungo tutta la gravidanza e continuare anche dopo la nascita del secondo figlio e quindi praticare poi il cosiddetto “allattamento in tandem”.

Qui trovi un documento del Ministero della Salute italiano riguardo l’allattamento durante la gravidanza.

Cosa succede quando si allatta durante la gravidanza?

Calo di produzione

A partire dalla 15° settimana di gestazione avviene un naturale decremento della produzione di latte materno, fino ad arrivare ad un brusco calo intorno alla 20° settimana. Passato questo periodo, man mano che ci si avvicina alla data del parto, il latte (prodotto in quantità più o meno ridotte) si trasforma e ritorna a essere colostro dando quindi priorità alle esigenze del nuovo neonato.

In questa fase molti bimbi percepiscono il calo di latte, alcuni arrivano da soli a staccarsi dal seno e abbandonare l’allattamento, altre volte è la mamma stessa che “approfitta” della situazione per invitare il bambino a diminuire le poppate fino a concludere.

Qualche volta invece, sia mamma che bambino sono sereni nel mantenere una suzione anche non nutritiva (non legata quindi al trasferimento di latte) ma prevalentemente come ”coccola” e proseguono per tutta la durata della gravidanza, ricominciando a pieno ritmo dopo la nascita del figlio minore. Così avviano di conseguenza il tandem.

Ipersensibilità dei capezzoli 

Durante la gravidanza l’aumentata sensibilità fisiologica dei capezzoli può a volte essere un problema per il proseguo dell’allattamento. Molte mamme dichiarano un forte disagio nell’essere anche solo toccate in questa zona quindi l’allattamento può diventare improvvisamente fastidioso, qualche volta perfino irritante e inficiare la relazione e il momento di coccola per entrambi.

In questi casi, può essere opportuno valutare insieme alla mamma l’eventualità di interrompere l’allattamento, orientando il bimbo più grande verso altre modalità di relazione e di coccola.

Priorità al neonato 

Quando il neonato arriva il latte si trasforma in colostro e la natura si prepara, fisiologicamente, a dare priorità al soggetto più fragile in quel momento. La componente immunitaria del colostro diventa fondamentale ed è importante che il neonato ne possa assumere il più possibile avendo la precedenza rispetto al bimbo più grande.

D’altra parte, essendo il corpo già “pronto” per produrre latte, è molto probabile che la montata lattea in caso di tandem arrivi prima e in modo più abbondante.

La produzione di latte, in caso di allattamento in tandem, è quindi solitamente più alta o si calibra velocemente verso le nuove necessità di entrambi i bimbi.

Come funziona in pratica il tandem? 

Come in tutti gli allattamenti, le modalità variano a seconda delle circostanze: il tipo di parto, l’andamento dei primi giorni, l’anatomia e la competenza del neonato (un bimbo nato a termine con un buon peso e senza problemi anatomici è una cosa, un bambino prematuro o con difficoltà anatomiche legate alla suzione è un’altra).

E’ quindi fondamentale, come sempre, osservare quella specifica coppia mamma/bimbo, le loro caratteristiche, competenze e possibilità in quello specifico momento. E adeguare la modalità e l’andamento quotidiano dell’allattamento a seconda di questi fattori.

Quando tutto va bene il tandem può essere semplice e di grande soddisfazione.

Nei primi giorni

In generale è bene dare priorità al neonato, facendo poppare prima lui possibilmente da entrambe le mammelle e comunque ogni volta che ne ha bisogno o che lo richiede. È importante che il neonato riceva la giusta dose di colostro e di latte per evitare situazioni di ittero, ipoglicemie, disidratazione e scarso accrescimento ponderale.

Ma è anche vero che la suzione vigorosa e magari anche altrettanto frequente di un bimbo più grande aiuta ad attivare la montata lattea e ad avviare una produzione abbondante a favore del fratellino o della sorellina più piccoli, che magari sono ancora un po’ letargici o affaticati e popperebbero troppo poco efficacemente.

A regime 

Una volta che la produzione si è ben avviata e calibrata, la gestione delle poppate è a discrezione della mamma e dell’andamento quotidiano della famiglia.

  • E’ possibile allattare prima il neonato e poi far poppare anche il più grande, se lo chiede
  • È possibile allattarli entrambi in contemporanea (come fossero due gemelli)
  • È possibile regolamentare le poppate con il bimbo più grande, lasciandolo poppare solo in alcuni momenti della giornata (per addormentarsi, o solo di giorno, o solo di notte, ecc.) così come magari si stava già iniziando a fare con l’inizio della gravidanza

L’importante, dal punto di vista della nutrizione, è che il piccolo cresca bene e adeguatamente.

Nei casi di necessità (ingorghi, dotti ostruiti)

Qualora capitasse di avere degli ingorghi, un dotto ostruito oppure un seno infiammato e ci fosse la necessità di drenare a fondo e in modo efficace, non c’è niente di meglio della poppata di un bimbo più grande!

In questo caso può essere utile fare attaccare prima il bimbo grande, sbloccare il dotto o allentare la tensione di un ingorgo e fare poi attaccare il piccolo a un seno più morbido e un’areola meno tesa, risolvendo più velocemente i disagi e problemi causati da queste situazioni.

Risvolti emotivi del tandem

Questi sono molto variabili e soggettivi, come sempre.

Quando la Triade è felice 

Ci sono mamme che adorano la possibilità di nutrire e coccolare contemporaneamente i loro bambini, che hanno vissuto una gravidanza tutto sommato positiva, con un’ipersensibilità ai capezzoli contenuta e che hanno allattato da incinte senza grandi problemi.

In questa situazione l’allattamento in tandem può essere davvero un’esperienza positiva anche riguardo al legame fraterno tra i due figli. A volte ci sono piccoli momenti di gelosia e competizione ma spesso anche grandi attimi di complicità, sguardi, manine che si intrecciano, giochi da fare sul seno della mamma.

Quando la fatica diventa eccessiva

Altre volte, invece, si arriva a un allattamento in tandem perché non si è riuscite a smettere durante la gravidanza, nonostante lo si sarebbe voluto fare. In questo caso la fatica inizia già prima del parto e il tandem può dare perfino fastidio o comunque essere vissuto con grande disagio.

A volte si creano dinamiche di gelosie tra mamma e figli a seconda di come la mamma stessa si pone nei confronti dell’allattamento del figlio maggiore e la situazione rischia di esser fonte di stress piuttosto che di gioia.

In questi casi, per quanto il latte materno faccia bene a entrambi i bambini, è bene soppesare il tutto e valutare attentamente emozioni, dinamiche relazionali e conflitti interiori che possono inficiare i rapporti familiari.

Sarebbe bene potersi confrontare con una pedagogista oppure una psicologa esperta di allattamento per comprendere come vivere al meglio questi momenti, o come modificarli e migliorare le emozioni che sottendono questa situazione.

Se anche tu stai vivendo un allattamento in tandem, raccontami la tua esperienza e confrontiamoci in caso di bisogno.

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