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Scatti di crescita: come affrontarli e continuare ad allattare

“Cara Silvia, il mio bimbo ha quasi 3 mesi e ho notato un cambiamento: starebbe sempre alla tetta come i primi tempi e non capisco se è per fame o per coccola. Mi starà andando via il latte?”

Anche tu ti ritrovi in questa affermazione? E’ probabile che stiate attraversando un cosiddetto “scatto di crescita”. In questo articolo ti spiego cosa significa, come affrontarlo e come continuare ad allattare serenamente.

 

Cosa significa e come si manifesta uno scatto di crescita?

Con scatto di crescita si intende il periodo durante il quale il bambino compie un grande salto in avanti, sia dal punto di vista cognitivo/relazionale che fisico. Durante queste fasi il bambino manifesta un andamento particolare, tipico di quei giorni e funzionale ai suoi nuovi bisogni:

  • Il bambino richiede il seno molto molto frequentemente
  • La poppata è caratterizzata da un “attacca/stacca” continuo
  • Sembra sempre irrequieto e insoddisfatto
  • Poppa più spesso la notte
  • In generale dorme meno
  • Sembra che stia ripetendo l’andamento dei primi giorni di vita
  • Talvolta fa meno scariche di feci e urine
  • Ti sembra di non riuscire più a capirlo
  • Ti senti disorientata
  • Senti il seno sempre “vuoto”

Ti ritrovi in questa descrizione? Allora continua a leggere il resto dell’articolo.

 

Quando si presentano gli scatti di crescita?

Ogni bambino è diverso e ogni momento è quindi soggettivo. Molto dipende anche dall’andamento del parto, dell’avvio dell’allattamento, dal peso di nascita e dalle settimane di gestazione del piccino.

Queste sono quindi tempistiche generiche, relative ad un bimbo nato a termine con un peso nella media e con un buon avvio della lattazione:

  • Intorno ai 20 giorni circa
  • Ad un mese e mezzo (quando finisce il puerperio)
  • Intorno ai 2 mesi e mezzo/3 (il passaggio al secondo trimestre, la scoperta del mondo esterno, ecc.)
  • Verso i 5 mesi e mezzo/6 (cioè all’inizio dello svezzamento)

 

A cosa servono gli scatti di crescita? 

Queste sono fasi nelle quali i bambini hanno bisogno di un maggior introito calorico, di maggior energia per far fronte ai grandi e veloci cambiamenti che stanno vivendo. Per questo motivo hanno bisogno che la produzione di latte, attualmente adeguata, cambi e aumenti.

E l’unico modo che ha il bambino per farci capire che ha bisogno di più latte è quello di chiederne di più! Se è vero il principio per cui “più il seno è drenato e più latte si produce”, durante questi fase il bambino chiederà di poppare più spesso, in modo da drenare il seno più frequentemente e quindi stimolare una maggiore produzione. Questo simpatico video può chiarirti meglio il meccanismo.

La ricerca ha dimostrato che, dopo 3 giorni di drenaggio frequente del seno, i lattociti aumentando di numero e dimensione dando il via quindi a una maggiore produzione di latte.

 

Errori comuni nell’affrontare queste fasi 

Pensare che il bambino stia facendo qualcosa di sbagliato 

“Ha preso il vizio del seno” – “Mi usa come ciuccio” – “Si è abituato a stare solo tra le braccia e al seno”

Si cerca quindi di NON attaccare il bambino al seno e di “farlo tirare” le fatidiche 3 ore tra una poppata e l’altra, e di distrarlo il più possibile nonostante il pianto o l’irrequietezza del bambino  (quei momenti in cui pensi “ma chi me l’ha fatto fare!”)

Pensare che la mamma ha qualcosa che non va nel suo latte 

“Il mio latte ha perso sostanza”“Non è più nutriente” –  “Ho mangiato qualcosa che gli ha fatto male”

In poche parole, pensare di non avere abbastanza latte e di non essere in grado di calibrare la produzione. Si sa invece che la produzione di latte aumenta e diminuisce frequentemente per i motivi più svariati e quasi sempre determinati da quanto il bambino succhia e richiede. La mamma è quindi in grado di calibrare la sua produzione verso l’alto o verso il basso a seconda delle necessità del proprio bambino (su questo tema leggi anche questo articolo!)

Dare integrazioni di latte artificiale

In assenza di altre accortezze o senza una reale necessità a valenza medica.

 

Perchè introdurre il latte artificiale durante gli scatti di crescita è controproducente 

Ci sono situazioni in cui un’integrazione di latte artificiale è necessaria, se non indispensabile.

Incaponirsi a non dare integrazioni quando REALMENTE necessario non è buona cosa e talvolta è anche controproducente al fine del mantenimento dell’allattamento stesso, MA è altrettanto controproducente introdurre aggiunte quando non necessarie e, soprattutto, senza che vengano messe in atto altre misure protettive della lattazione:

  • Dare integrazioni di latte artificiale durante uno scatto di crescita, riempie la pancia del bambino ma gli inibisce la maggiore richiesta di poppate. Il bambino, pieno di biberon, non sente più l’esigenza di chiedere altro latte quindi il seno NON viene stimolato adeguatamente e la produzione si assesta su livelli sempre più bassi
  • Se la produzione non aumenta, il bambino ogni volta che si approccerà al seno ne sarà presto insoddisfatto e cercherà sempre più spesso il biberon con le aggiunte, rischiando addirittura di finire per rifiutare il seno
  • L’allattamento misto può essere molto faticoso e spesso invoglia ad arrivare alla conclusione dell’allattamento al seno. Apparentemente la situazione sembra migliorare velocemente, ma nel giro di qualche tempo la confusione aumenta e la fatica pure. La mamma non sa più quanto latte artificiale deve dare, non capisce la richiesta del bambino e anche la sua gestione quotidiana diventa sempre più complessa e confusa (leggi anche questo utile articolo che approfondisce il tema)

Cosa fare quindi?

 

4 consigli per superare gli scatti di crescita e continuare ad allattare serenamente 

1) Fatti aiutare a identificare e riconoscere il periodo 

Evita di confonderti con altri segnali ed eventuali problemi più seri. Talvolta la crescita del bambino è davvero al limite e il piccolo necessità realmente di un aiuto più consistente, altre volte sono i condizionamenti sociali che inficiano l’allattamento e non sempre è facile capirlo da soli.

2) Non perdere tempo 

Intervieni  subito nel modo più adeguato a seconda della problematica così eviterai di trascinare situazioni aumentando disagio e fatica. Continua ad allattare a richiesta, assecondando l’aumento delle poppate o addirittura offrendo tu il seno qualora il bambino ne avesse bisogno.

3) Mangia, bevi e fatti aiutare in casa

Cerca di mantenere il tuo corpo e il tuo spirito accudito e coccolato per far fronte alle fatiche di questa fase.

4) Lascia che ossicitocina e prolattina facciano il loro lavoro

Nell’andamento di coppia mamma/bimbo sii passiva e lascia che la natura faccia il suo corso! In merito a questo argomento puoi leggere anche questo articolo in cui analizzo il ruolo di mamma e bimbo nella produzione di latte.

 

Non sei sicura che il tuo bambino stia attraversando uno scatto di crescita? Hai il dubbio che non stia prendendo abbastanza latte o lo vedi sempre insoddisfatto e non sai bene cosa fare?

Posso aiutarti a identificare il problema e definire insieme una strategia di miglioramento fattibile e sostenibile per te. Tranquilla, non ti lascio sola, questo percorso lo facciamo insieme quindi scopri qui come posso aiutarti!

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