Se vuoi conoscere tutto sui principali temi del tuo allattamento, rivedere bene attacco e posizione, imparare la spremitura manuale e cosa fare in caso di svezzamento, i miei corsi on line sono perfetti per te. Scoprili subito!
Home/ALLATTAMENTO, GRAVIDANZA/Coronavirus: gravidanza, parto e allattamento: cosa fare?

Coronavirus: gravidanza, parto e allattamento: cosa fare?

A SEGUITO DEGLI ULTIMI AGGIORNAMENTI, MODIFICO IL POST ORIGINARE INVITANDO A VISIONARE QUESTO LINK DI EPICENTRO (ISS) SEMPRE AGGIORNATO CON LE INDICAZIONI CORRETTE DA MANTENERE IN QUESTI CASI .

—————————

Tutto ciò che è importante conoscere sul Coronavirus durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, e i risvolti psicopedagogici e concreti che queste misure comportano.

Coronavirus in gravidanza e durante il parto

Se sei una donna incinta affetta da Coronavirus  (Covid-19):

  • Puoi trasmettere il virus al tuo nascituro?

NO. Il virus non attraversa la placenta quindi non è richiesto un monitoraggio particolare del feto

  • Dovrai effettuare un cesareo?

NO. Non esistono indicazioni né per anticipare il parto  né per effettuare un cesareo

  • Cosa succederà quando entrerai in travaglio?

Sarà garantito un percorso separato o trasferita nei centri di riferimento indicati in questi casi (In Lombardia sono:  Ospedale Sacco di Milano , Policlinico Mangiagalli di Milano, San Gerardo di Monza,  Spedali Civili di Brescia, Papagiovanni XXIII a Bergamo, San Matteo a Pavia)

E’ bene sapere che potrebbe esserti vietata la procedura cosiddetta “skin to skin” immediatamente dopo il parto. 

Come puoi prevenire e proteggerti dal virus in gravidanza?

Le donne in gravidanza si devono attenere ai comuni criteri di buon senso e prudenza:

  • limitando i contatti con l’esterno
  • Indossando la mascherina protettiva in caso di frequentazione di luoghi affollati (negozi, etc)
  • Lavorando da casa quando possibile
  • Lavare accuratamente le mani  (con gel disinfettante o comune sapone per un tempo prolungato)

Coronavirus: il neonato deve essere separato dalla mamma?

  • Mamma e neonato devono essere separati preventivamente?

NO. Se la mamma non ha sintomi o è negativa al tampone NON necessita di particolare trattamento e il bambino può stare in regime di rooming-in

  • Una mamma positiva al virus ma asintomatica o con sintomi leggeri deve essere separata dal bambino?

NO. L’ideale è cercare di mantenere sempre la gestione congiunta di mamma e neonato, per facilitare l’interazione, nonché l’avvio dell’allattamento.

  • Una mamma che presenta sintomi importanti deve essere separata dal bambino?

SI. In attesa dell’esito del tampone, in chiave preventiva, mamma e neonato devono essere separati.

  • Se il tampone è negativo, possono tornare a stare insieme (con le accortezze per evitare contagio da normale influenza: evitare di baciare il bambino, proteggerlo dalla tosse e dalle secrezioni respiratorie dell’adulto, mascherina durante le poppate e l’intimo contatto col bambino, lavarsi le mani in particolare prima delle poppate, sospensione delle visite)
  • Se il tampone è positivo: vengono mantenuti  separati.

La decisione di separare mamma o neonato va comunque presa per ogni singola coppia, tenendo conto del consenso dei genitori (previa informativa dettagliata), della situazione logistica dell’ospedale e locale relativa alla diffusione del virus

Coronavirus e allattamento: come gestirsi in caso di separazione dal neonato?

  • è raccomandato dare il latte materno tirato al proprio neonato

Il latte materno non  solo è sicuro per il bambino, ma è anche fonte di anticorpi e di fattori immunologici importanti e utili per la protezione del neonato stesso. Il latte materno tirato di una mamma infetta è quindi sicuro e raccomandabile e non necessita di particolare preparazione o modalità di raccolta (né di pastorizzazione)

  • compatibilmente con la salute materna è quindi importante aiutare la mamma ad estrarre il proprio colostro e il latte attraverso la spremitura manuale e l’utilizzo corretto e sistematico del tiralatte
  • andranno valutati la compatibilità in allattamento dei farmaci eventualmente somministrati alla mamma

Coronavirus gravidanza, parto e allattamento: cose da tenere in conto per aiutare davvero una mamma

Quelle che ho appena scritto sono le raccomandazioni estratte dai documenti delle principali sigle italiane in ambito materno infantile (Comitato Percorso Nascita e Assistenza Pediatrica Adolescenziale; SLOG; SIMP, SIN, SYRIO, SISOGN, Cooordinamento della professione di Ostetrica della Regione Lombardia) tenendo conto dei dati scientifici ed epidemiologici disponibili attualmente, e ti invito a scaricare i documenti completi: ALLATTAMENTO e INFEZIONE da SARS-CoV-2 Indicazioni ad interim della Società Italiana di Neonatologia SIN  e SINTESI_COVID-19 MAMMA NEONATO 06.03.2020,  o a visitare la pagine di Epicentro e le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità

Qui trovi invece la mia guida all’utilizzo del tiralatte e alla estrazione e conservazione del latte materno tirato in caso tu ne abbia bisogno, e alcune considerazioni generali riguardo all’utilizzo di farmaci in allattamento

Detto questo, rimangono le emozioni da gestire e le conseguenze concrete nella realtà quotidiana , in particolare qualora di rendesse necessaria una separazione della diade e modalità di allattamento alternative 

Cosa fare in caso di separazione mamma/neonato?

Quando una mamma deve separarsi dal proprio neonato, carne della sua carne, appena uscito dal corpo materno, il dolore della separazione può essere davvero devastante. Per quanto la mamma possa sentirsi davvero male e non avere alternative, per quanto sappia e sia consapevole della necessità di agire in questa direzione, questo non toglie che il suo vissuto emotivo sia davvero intenso e profondamente negativo.

Una mamma costretta a separarsi dal proprio bambino è una mamma che ha bisogno del maggior aiuto possibile, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Ha bisogno di essere rassicurata spesso della salute e del benessere del suo bambino. Ha bisogno di poterlo vedere almeno in fotografia e in video quanto più frequentemente possibile, ha bisogno di essere rassicurata sul fatto che si sta nutrendo adeguatamente e che il suo latte lo sta proteggendo dal male. Ha bisogno di empatia, massimo rispetto  per il suo dolore e la sua fatica: non serve sdrammatizzare o sminuire questo problema, occorre accoglierlo e aiutarlo ad attraversarlo nel migliore dei modi possibili.

Potrebbe aver bisogno, una volta guarita di un supporto psicologico mirato a superare lo choc e a recuperare la relazione così bruscamente e troppo precocemente interrotta son il suo bambino. Ha bisogno di ascolto e di tante azione di rebonding (recupero del contatto pelle pelle, del cosleeping…)

Come aiutare davvero ad avviare la produzione di latte?

Ha bisogno di essere ingaggiata, compatibilmente con il suo stato di salute, con la possibilità di estrarre il latte. Questa pratica, per quanto possa risultare inopportuna in un momento di debolezza materna, può invece essere la migliore delle pratiche possibili. Non solo in termini di salute per il suo neonato, ma anche nel proteggere dalla depressione e dal senso di colpa che può sentire a seguito della separazione causata dalla sua malattia.

Per una mamma costretta a stare lontana dal suo bambino, il potergli dare, almeno il suo latte tirato può rappresentare un gesto carico di significato positivo. Un gesto che va quindi sostenuto, promosso, accompagnato ed incoraggiato quanto più possibile.

Una mamma malata può tirarsi il  latte facilmente qualora le si dà la possibilità di avere un tiralatte e relativi mezzi di disinfezione dello stesso, direttamente nella sua stanza vicino al letto.  Questa considerazione viene spesso tralasciata in quanto sono pochi a sapere che negli ospedali hanno si e no un solo tiralatte (spesso poco performante)  per un intero reparto e spesso difficilmente raggiungibile dalle donne allettate. Questa è una considerazione da sapere e di cui tenere conto se si vuole davvero aiutare una mamma e il suo neonato ( I familiari possono procurarne uno facilmente se ricevono le giuste indicazioni e il permesso di poterne fare uso in modo appropriato e comodo per la mamma)

L’avvio dell’allattamento durante l’emergenza sanitaria in corso, sono fondamentali anche per il periodo successivo. Se la mamma non viene sostenuta in questa pratica nei primi giorni dopo il parto, rischia di non riuscire ad allattare mai neanche dopo, con conseguenze negativi sia in termini di salute che psicologiche.

Come recuperare l’allattamento diretto al seno subito dopo la guarigione?

Anche se si è fatto il possibile per avviare correttamente la lattazione e mantenere la produzione di latte materno, resta poi l’aiutare ad avviare un attacco diretto al seno, cosa non scontata nei bambini che sono stati precocemente e bruscamente separati dalla mamma.

Sono situazioni che vanno accompagnate con cura, con attenzione e competenza. Va valutato bene attacco e posizione, facilitate le posizioni istintive e di maggior efficacia per un neonato;  vanno, eventualmente, utilizzati ausili specifici, a supporto della transizione dal biberon al capezzolo. E va valutato il mantenimento della crescita ponderale e dei ritmi sonno/veglia del bambino, che potrebbero subire notevoli variazioni, cui la mamma non è preparata.

Come far fronte alla conseguente solitudine delle neomamme?

Va tenuto in seria considerazione anche il vissuto di solitudine che le future mamme e neomamma vivono e rischiano di vivere in questo difficile periodo.

Il rischio di non poter fare un corso di accompagnamento al parto e non sapere bene cosa aspettarsi e cosa fare, il  rischio di partorire da sole, senza il compagno; il rischio di essere poste in isolamento proprio subito dopo un parto, quando maggiore è il bisogno di essere coccolate e accompagnate; il rischio di essere separate bruscamente dal proprio neonato e non  potersi confrontare con le altre mamme e scambiarsi pareri e consigli; il rischio di non poter vivere incontri dopo parto, gruppi di allattamento che fanno tanto bene alle neo-mamme, sono rischi da considerare e situazioni da affrontare con competenza qualora si presentino. 

Insomma, le mamme , oggi più che mai, vanno accompagnate e ascoltate quanto più possibile, con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Da parte mia, il mio studio a Rozzano (MI) è provvisoriamente chiuso in via precauzionale, ma le consulenze a distanza (anche senza bisogno di Skype o videochiamate complesse) proseguono senza alcun intoppo. Anzi, tutte si stupiscono di come funzioni molto bene, anche senza la possibilità di vedersi fisicamente. Prima di sentirci per telefono (della durata di circa 1 ora) , vi farò compilare una cartella accurata e vi chiederò di inviarmi una serie di foto e video dettagliate, in modo tale da avere un’idea della situazione quanto più precisa possibile e vi seguirò con un accurato e costante follow up, fino a risoluzione del problema. 

Cara mamma, se hai bisogno di informazioni pre e post parto, in tema di allattamento, accudimento al neonato, estrazione e conservazione del latte materno, consigli sul ritmo sonno-veglia del neonato , supporto emotivo e consigli pratici,… non sei sola!  Io sono con te!

Se vuoi ti basterà cliccare  sul bottone rosso qui a destra e prenotare in un attimo la tua consulenza telefonica. Coraggio!

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.