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TUTTO, MA PROPRIO TUTTO, QUELLO CHE DEVI SAPERE SUL TIRALATTE (e un trucco per renderlo più efficace)

Ti hanno consigliato di usare un tiralatte ma non sai bene quale usare e come? Ti aiuto a scegliere il modello più adatto a te e come utilizzarlo in modo sereno ed efficace.

Quando serve il tiralatte?

Il tiralatte non è la panacea di tutti i mali, ma in alcune occasioni è davvero utile e può fare la differenza. Può essere utilizzato:

  • in caso di separazione dal proprio bambino
  • quando si deve aumentare la produzione di latte materno
  • per aiutare un neonato pigro o sonnolento (ittero o sottopeso)
  • in caso di prematurità o di gemelli
  • se il bambino ha una palatoschisi o patologie particolari
  • quando si ha bisogno di drenare un seno ingorgato (ma solo se suggerito da una consulente)
  • in presenza di un dotto ostruito
  • in caso di ragadi molto profonde e forte dolore ai capezzoli (a volte può essere necessario fare una pausa dalla suzione diretta al seno)
  • in presenza di febbre in allattamento causata da mastiti oppure di infezione materna per cui la mamma non riesce ad attaccare il bambino al seno

Questi sono tutti casi selezionati che dovrebbero ricevere un’osservazione diretta e attenta da parte di un consulente esperto in allattamento (ad es. un IBCLC), per identificare la causa del problema e mettere in atto una strategia di recupero dell’allattamento diretto al seno quanto prima. In particolare, in caso di ingorgo mammario o montata lattea intensa, non è detto che il tiralatte sia la scelta più indicata.

Prima di scegliere quale tiralatte usare, assicurati che ti serva davvero!

Altri casi in cui usare il tiralatte sono:

  • occasionali separazione mamma/bambino
  • rientro al lavoro

Quali tipi di tiralatte esistono?

Queste sono le più frequenti tipologie di tiralatte e relative caratteristiche:

  • elettrico professionale, singolo o doppio
  • elettrico casalingo, singolo o doppio
  • mini-elettrico o a batteria singolo
  • manuale
  • a siringa o a pompetta

In generale, un tiralatte professionale ha un motore di grande resistenza, adatto a essere utilizzato in modo intensivo anche da tanti utenti nel corso del tempo. Ha un’ottima potenza e ha possibilità di regolare con precisione l’intensità del tiraggio e la modalità di pompaggio (stimolazione ed estrazione).

Quello elettrico casalingo ha le stesse caratteristiche ma ha una durata del motore inferiore, a lungo andare (per chi deve tirare per molti mesi) può rompersi o rallentare molto l’intensità. Va comunque molto bene, ad esempio, per chi torna al lavoro e lo usa un paio di volte al giorno regolarmente.

Tieni conto che per avere una potenza efficace il tiralatte dovrebbe avere almeno 50 cicli al minuto. Cerca l’indicazione della frequenza di tiraggio sulla confezione prima di acquistare un tiralatte, o conta i cicli che fa quello che hai in casa per capire se è ancora efficace e adeguato.

Il mini-elettrico singolo ha una scarsa potenza e può essere usato da chi ha già una produzione adeguata e lo usa occasionalmente o poche volte al giorno. Lo stesso vale per il tiralatte manuale.

Il tiralatte a siringa o quello a pompetta, di vecchissima generazione, sono ancora venduti ma sono decisamente sconsigliati. Fanno male, sono poco efficaci, hanno una scarsa capacità estrattiva e rischiano di aggiungere ulteriori problematiche.

Cosa significa modalità di pompaggio?

Alcuni tiralatte (i più recenti) hanno la possibilità di utilizzare due diverse modalità di pompaggio.

La modalità “stimolazione” veloce e a bassa intensità, serve per simulare la suzione iniziale del bambino al seno. Questi, infatti, all’inizio stimola la mammella in modo veloce e più superficiale, fino a quando il riflesso di emissione (o calata) non si attiva. A quel punto il bambino, iniziando a deglutire, succhia in modo più lento ma profondo. Allo stesso modo il tiralatte, dopo un paio di minuti, passa automaticamente alla modalità di “estrazione” più intensa e profonda.

Ci sono mamme che apprezzano e hanno bisogno di questa doppia modalità di pompaggio, altre che passano direttamente alla modalità “estrazione” e si trovano meglio in questo modo. Con il tiralatte manuale sei tu che regoli questa modalità direttamente facendo una pressione diversa con la mano sulla leva del tiralatte.

Meglio tiralatte doppio o singolo?

E’ meglio doppio se: devi tirare parecchie volte al giorno, per tanti giorni, se hai altri figli o se devi ottimizzare al massimo il tuo tempo.

Va bene il singolo se: lo usi occasionalmente, hai bisogno trasportarlo in giro facilmente e occupare poco spazio.

Cosa sono i “petali” e le coppe?

Il tiralatte è composto dal corpo raccogli-latte (simile al contenitore di un biberon), una valvola con o senza membrana, la coppa che aderisce alla mammella e il tubo dell’aria (in caso di tiralatte elettrico) o la leva (in caso di tiralatte manuale).

Le coppe, di plastica, possono essere di misura unica o di diversa misura.

La misura della coppa o meglio del cilindro della coppa (cioè quella specie di piccolo tubo dentro al quale il capezzolo viene risucchiato e nel quale il latte si raccoglie per poi scendere nel contenitore) è molto importante.

La misura corretta della coppa è determinante per un tiraggio efficace e confortevole: se la coppa è troppo grande l’areola viene risucchiata in modo eccessivo, si estrae meno latte e si rischiano edemi e gonfiori periareolari dolorosi.

Se il diametro della coppa è troppo piccolo, al contrario, l’areola non viene sufficientemente stimolata e il capezzolo rischia sfregamenti e abrasioni. In entrambi i casi l’estrazione di latte risulta lunga e poco efficace.

Alcuni modelli di tiralatte hanno una coppa standard, di unica taglia. Per ovviare al problema e per rendere più confortevole l’utilizzo del tiralatte, hanno una sorta di guaina di silicone morbida da applicare alla coppa stessa. In alcuni casi questa membrana viene definita “comfort” o “petali”.

La mia personale esperienza con le donne mi dice che questo tipo di membrana non solo non serve a molto, ma spesso rende il tiraggio e l’aderenza della coppa alla mammella meno efficaci.

E’ meglio avere la possibilità di scegliere la coppa della misura giusta per te.

Quale tiralatte scegliere?

Se hai letto tutte le caratteristiche che ho descritto finora, ti dovrebbe essere più facile capire qual è il tiralatte giusto per te. Ad ogni modo, i criteri di scelta per definire quello più adatto a te in questa fase sono :

  • il motivo per il quale ti serve il tiralatte e l’obiettivo che vuoi ottenere
  • quale priorità hai? Efficacia produttiva o praticità di utilizzo fuori casa?
  • lo devi usare per tanto tempo oppure occasionalmente?
  • ti serve per aumentare la produzione o solo per conservare il latte al bisogno?
  • hai una produzione già avviata o devi incrementarla?
  • hai altri figli o devi riprendere il lavoro?

Quante volte usare il tiralatte?

Tutto dipende dal motivo per cui lo usi.

Se lo usi perché sei al lavoro, l’ideale è cercare di mantenere lo stesso ritmo che avresti avuto se fossi stata in casa. Quindi sostituire una poppata con una sessione di tiralatte, più o meno alla stessa ora. Ma non sempre è possibile, se devi adeguarti ai ritmi lavorativi bisogna cercare di tararsi di volta in volta in modo da non arrivare a sentirti troppo piena e mantenere un certo equilibrio.

Lo stesso discorso vale per tutte quelle situazioni nel quale il bambino è separato da te o non hai la possibilità di attaccarlo direttamente al seno. In questo casi bisogna simulare il più possibile l’andamento che avrebbe il bambino al seno e tirare mantenendo lo stesso ritmo.

Se invece usi il tiralatte per aumentare la produzione di latte, allora devi tirare in aggiunta alle poppate, o comunque molto spesso.

In questo caso, non importa quanto latte estrai ogni volta, ma importa la frequenza con la quale lo usi. Più spesso dreni il seno e più produci, quindi, il momento migliore per tirare il latte, in questi casi, è tra una poppata e l’altra, in aggiunta a queste.

Se vuoi saperne di più su come funziona la produzione di latte puoi guardare questo video.

Come rendere più efficace l’estrazione?

Ciò che rende l’utilizzo del tiralatte efficace e confortevole è riuscire ad attivare e mantenere il riflesso di emissione (calata). In questo modo, il latte inizierà ad uscire dopo pochi secondi a getto (si vedono gli spruzzi di latte che escono dai pori), e in modo costante e abbondante.

La potenza di tiraggio dovrebbe essere la massima potenza confortevole. Quando accendi il tiralatte, aumenta la potenza (nei modelli dove questo è permesso) fino a quando inizi a sentire un po’ di fastidio. A quel punto torna indietro di una tacca e mantieni quindi la potenza più alta possibile, per te, in quel momento.

Se la coppa è corretta, la potenza e intensità sono adeguate e il riflesso di emissione è attivato, dovresti sentire sollievo nel tirare e la sessione dovrebbe essere serena, veloce ed efficace.

Quando la produzione di latte è già alta, in pochi minuti potresti aver già raccolto l’intera dose necessaria a coprire il pasto del tuo bambino. Se, invece usi il tiralatte allo scopo di aumentare la produzione allora non è importante, all’inizio, la quantità di latte raccolto in una sessione ma quante volte al giorno riesci a tirare. Quello che conta è vedere, giorno dopo giorno, aumentare la produzione delle 24 ore.

Come migliorare la velocità di uscita del latte durante una sessione di tiralatte?

Il riflesso di emissione fa in modo che il latte inizi a uscire facilmente e velocemente dal seno, quasi da solo. Il bambino, quando sente arrivare questa calata, inizia a deglutire con costanza e profondamente. Allo stesso modo, quando la calata inizia, il latte viene raccolto facilmente e velocemente nel tiralatte.

In caso di ingorgo, mastite o edema, il riflesso di emissione può essere difficile da attivare o non sufficiente. E’ importante, in questi casi, chiedere aiuto a una consulente il prima possibile. Il tiralatte da solo, in questi casi, potrebbe essere addirittura controproducente.

In generale, il riflesso di emissione si attiva in situazioni di relax, proprio come per il parto. Essendo attivato dall’ossitocina, è bene fare in modo che le condizioni ambientali siano favorevoli al rilascio di questo ormone e cioè: penombra, caldo, relax, contatto pelle a pelle.

Può essere utile quindi, se si ha tempo, farsi una doccia calda, con il getto diretto sulla schiena oppure farsi massaggiare direttamente la schiena con un olio, lungo la colonna vertebrale e con il busto reclinato in avanti senza reggiseno.

Oppure, più velocemente, è utile fare un massaggio circolare sul seno o smuovere un po’ la mammella come a shakerarla delicatamente e massaggiando delicatamente anche i capezzoli, fino a quando si percepisce il formicolìo tipico della calata o si vedono uscire le prime gocce di latte.

Ed ora, eccoti il piccolo “segreto” per rendere l’estrazione del latte ancora più efficace!

Durante il tiraggio può essere utile fare una “compressione” cioè una pressione/massaggio sul seno, come a voler spremere fuori più latte. Questa pressione è davvero efficace e il risultato positivo è immediatamente percepibile e visibile. Va mantenuta lungo tutta la sessione al tiralatte e il massaggio dovrebbe interessare tutti i quadranti del seno. Fai attenzione a non stare troppo vicino alla coppa con le mani, onde evitare di interrompere il “sottovuoto” e l’aderenza della mammella alla coppa.

Se riesci a farla sistematicamente raccoglierai più latte in meno tempo, e la produzione si manterrà sempre adeguata o aumenterà più velocemente.

Quando devo fermarmi e interrompere la sessione al tiralatte?

Quando il flusso di latte rallenta, l’estrazione continua per un po’, più lentamente, facendo scendere il latte goccia a goccia. Arrivata a questo punto è meglio interrompere l’estrazione, anche se sono trascorsi solo pochi minuti, piuttosto che stare al tiralatte altro tempo tirando a vuoto e facendosi male oppure perdendo tempo.

L’efficacia del tiralatte, nel caso si debba aumentare la produzione, sta nella frequenza di volte con le quali si estrae latte, non nel tempo in cui si sta al tiralatte in generale.

In sintesi, se la produzione è poca e dopo pochi minuti o pochi ml il flusso di latte non scende più, è meglio fermarsi, cambiare lato (se il tiralatte è singolo), eventualmente riprovare allo stesso seno dopo pochi minuti ma poi fermarsi per un po’. E poi ripetere il tutto molto, molto spesso. Meglio fare pochi minuti 10 volte al giorno, piuttosto che mezz’ora (a vuoto) solo 3/4 volte.

Direi che ora sai tutto, ma proprio tutto sull’utilizzo del tiralatte! E anche di più! Usa il trucchetto che ti ho insegnato e vedrai la differenza.

Prima di iniziare ad acquistare o usare il tiralatte , accertati però di averne davvero bisogno, scegli il tiralatte più adatto a te e le coppe giuste, e definisci una strategia di utilizzo a seconda dell’obiettivo che ti sei posta.

Se hai dei dubbi, non sai come scegliere la coppa o vuoi essere certa di usare correttamente il tiralatte che ti hanno regalato, chiedimi aiuto!

Con la mia consulenza in allattamento posso seguirti passo passo, consigliarti giorno per giorno come procedere al meglio e come arrivare a gestire la tua giornata con il tiralatte nel modo più efficace e sereno possibile.

Se stai pensando al tiralatte perché devi tornare al lavoro, questa è la mia guida per te. Scaricala gratuitamente adesso.

Se invece stai usando il tiralatte perché hai bisogno di aumentare la produzione del tuo latte, allora questa è la guida giusta per te. Scaricala gratis.

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Gennaio 11th, 2019|Categories: ALLATTAMENTO|Tags: , , |0 Commenti

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