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un Diario di Bordo nella traversata del Puerperio

diario foto gabry low

Nelle prime settimane di vita il ritmo sociale cede il passo al ritmo biologico. La linea retta del tempo assume ora una circolarità senza pause, dove latte, pannolini, acqua del bagno, ed emozioni si fondono insieme  e si susseguono di continuo. Il nostro istinto materno cerca un appiglio organizzativo. Ed è così che, spesso, quasi per caso, si inizia a scrivere. Un piccolo Diario di bordo è utile in tutte le traversate e può diventare quindi un ottimo compagno di viaggio anche durante il periodo confuso del Puerperio. Ma rendiamocelo caro! Facciamocelo amico e coloriamolo di emozioni. Perchè non diventi un controproducente strumento di tortura.

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Nelle prime settimane di vita la scansione della giornata non è più regolata da un inizio e da una fine più o meno stabili e regolari, ma la linea del tempo, alla quale siamo abituati, smette di esistere e cambia forma. La linea retta assume una circolarità senza pause, dove latte, cacca, acqua del bagno, ed emozioni si fondono insieme  e si susseguono di continuo. Il ritmo sociale cede il passo al ritmo biologico

La luce del sole e le tenebre della notte si mescolano in una costante penombra. Di giorno il letto accoglie il più profondo dei nostri sonni, crollando stremate alle 10 del mattino come dopo una intensa maratona, ignorando volutamente i raggi del sole che invitano alla veglia. Di notte il neoacquisto “lucetta notturna accanto al comodino” ricorda a tutti che la vita di prima non esiste più e che si deve fare spazio a nuovi tempi, nuovi ritmi, nuove sensazioni. I momenti cruciali della giornata non sono più scanditi dal pranzo e la cena, ma la tavola è perennemente apparecchiata. La tovaglia fa la sua comparsa in un momento indeterminato del giorno (o della notte) e non scompare più per settimane. Acqua, biscotti, barrette di cereali, cioccolato, frutta, gallette, sono complementi d’arredo costanti. I pranzi si improvvisano alle tre del pomeriggio, la cena si inizia a preparare quando capita, cogliendo l’attimo fuggente della giornata… in qualsiasi momento esso avvenga. Talvolta si apparecchia la tavola per la cena ancora prima di aver accennato ad inventarsi una sorta di pranzo.

Ma quello che davvero muove l’intero orologio di questa nuova vita sono  i momenti delle poppate e dei cambi di pannolino. Tutto parte e ritorna sempre e soltanto lì. Si aprono gli occhi per far poppare, si richiudono non appena il latte fluisce e il piccolo si assesta. Si vegeta in uno stato di dormiveglia costante, e ci si sposta, senza un senso apparente, dal divano alla cucina, dal letto al bagno, inseguendo questa nuova scansione temporale/vitale.

Ma niente panico… il caos è solo apparente. In realtà ben presto una nuova agenda compare a farci compagnia. Non è che ne abbiamo un bisogno reale, non è indispensabile, ma prima o poi arriva. Il nostro istinto materno, sommerso in un mare di latte e pipì, cerca un appiglio organizzativo. Un foglio e una penna… un quaderno, un taccuino… un file o una app.. tutto fa brodo! Tutto concorre al recupero di un senso in questo apparente marasma.

Ed è così che, spesso istintivamente, si inizia a scrivere…

Sempre, prima o poi, ci si racconta il proprio parto. Lo si racconta a se stesse, come nel più intimo dei propri diari segreti. E non lo si racconta certo per la paura di dimenticarsene. Come sarebbe mai possibili dimenticare QUEL momento?! Ma lo si mette nero su bianco solo nel tentativo di dargli un senso, di riordinare i ricordi che nella nostra mente sono velati dalle emozioni. Ma soprattutto per mettere ordine dentro di sè, un ordine emotivo volto a riempirsi il cuore ma anche a svuotarlo di dolori o di delusioni troppo intensi.

Il tentativo di riorganizzazione mentale prosegue poi con la descrizione del nostro bebè. Ma ben prima di arrivare al suo primo sorriso o al suo primo dentino… prima… c’è solo una cosa che conta. La cacca! Già. Perchè ciò che caratterizza il ritmo di queste prime giornate è il numero di poppate e di cambi effettuati nell’arco delle 24 ore. Questa è la nuova costante del periodo. E’ il ritmo biologico che scorre nel nostro istinto: il tempo del cambio, il tempo del latte, il tempo delle coccole. E mentre le poppate e le coccole quasi non si possono e non si devono contare, tanto sono innumerevoli e senza soluzione di continuità, tanto invece il tempo del cambio è più preciso e quantificabile.

Ed è da questo che si parte nel tentativo di ritrovare a se stessi dei punti fissi e una parvenza di organizzazione. Già, perchè a pensarci bene, di organizzazione non ce n’è manco l’ombra: il fatto di sapere se ha fatto la cacca o meno, non ci garantisce che la faccia anche domani alla stessa ora, e non ci permette di fare previsioni e panificazioni di sorta. Ma quello che conta adesso non è pianificare, bensì osservare, conoscere, comprendere, e cercare di capirsi.

Ed è così che il Diario può diventare un utile compagno di viaggio durante il periodo confuso del Puerperio. Non tanto una vera e propria guida o vademecum, quanto piuttosto uno strumento di osservazione. Una sorta di binocolo, una lente di ingandimento che ci aiuta a focalizzare la nostra attenzione e ad imparare a discernere fantasia e realtà. Nelle prime settimane di vita infatti le emozioni prendono spesso il sopravvento e la realtà spesso appare distorta. Neonati che non dormono MAI, bimbi che poppano SEMPRE, cacche che sono sempre troppe o troppo poche… non sempre è facile capire davvero cosa sta accadendo oggettivamente. Il Diario ci aiuta a recuperare un po’ di sano realismo. Dico sano, pur sapendo che non c’è nulla di più sano e fisiologico di un puerperio ricco di emozioni, di penombra, di stati vegetativi, di irrazionali fiumi di ossitocina che sgorgano nelle vene, di moti d’amore improvvisi e di ritmi dolcemente confusi.

In questo fiume di oscillazioni ormonali, indispensabile preludio alla trasformazione di sè da donna a madre (leggi qui), un pizzico di sano realismo ci aiuta a non ondeggiare in modo talvolta eccessivo.

Un piccolo Diario di bordo è utile in tutte le traversate. Non per rimanerne schiave ed intrappolate, ma per permettersi un viaggio più equipaggiato.  Ed è così che scrivendo ciò che accade scopriamo che il piccolo cucciolo non sta attaccato al seno davvero 24 ore su 24 (o almeno non tutti i giorni…) e che magari fa quelle 10/12 poppate tipiche di questa fase; oppure ci si scopre che il mare di cacca è limitato invece a 5/6 pannolini, quali è giusto che sia; e che il sonno che sembra non esistere in realtà è spalmato in tanti micropisolini fatti sul petto di mamma, dei quali spesso non ci si accorge nemmeno… A volte, invece, sembra esserci una traversata fin troppo placida e tranquilla, senza annotazioni di sorta, ma che ad un occhio un po’ più attento rivela magari un torpore eccessivo ed il rischio di scarso accrescimento.

Il Diario quindi è come un semplice strumento di bordo, un facilitatore, e come tale dovrebbe essere usato. Non l’unica indispensabile strada da percorrere, che più tecnologica è meglio è… bensi quel piccolo, tascabile quaderno di appunti che ci aiuta a reggere l’emozione del momento, cui affidare i nostri pensieri, le nostre fatiche, le nostre sensazioni, mescolandole insieme ai dati tecnici della bilancia e alle diverse colorazioni di cacca di cui si diventa per forza di cose espertissime.

Con questa consapevole serenità nel cuore, apriamo quindi il nostro Diario di bordo. Teniamolo pronto per l’arrivo della consulente, che talvolta lo chiede e spesso lo ascolta e lo condivide insieme alle vostre emozioni, ma rendiamocelo caro. Facciamocelo amico e coloriamolo di emozioni. Perchè sia davvero un utile compagno di avventure e non un controproducente strumento di tortura!

A questo proposito, condivido con voi l’immagine di una pagina di un “diario” creato da un neo-papà, perchè possa ispirarvi e divertirvi. Per dovere di cronaca vi riporto il dato che il “piccolo evacuatore” raccontato in questo Diario è stato dimesso con aggiunta di latte artificiale, doppie pesati quasi a zero e poche scariche. In questo caso sono stata io a chiedere ai genitori di tenere un diario giornaliero fintanto che la situazione si fosse assestata. Mi sono limitata a chiedere un piccolo resoconto indicativo del numero delle poppate e delle scariche di feci ed urine nelle 24. E questo è quello che è trovato il giorno in cui sono andata a trovarli a casa! 😀

diari fecali

Per chiarezza informativa aggiungo anche questa immagine, molto semplice ed intuitiva riguardo al numero di scariche di feci ed urine che un bimbo dovrebbe generalmente fare nell’arco delle 24h, quando va tutto bene.

pannolini e crescita

Novembre 17th, 2015|Categories: ALLATTAMENTO, VITA DA MAMMA|Tags: , , , , , , |Commenti disabilitati su un Diario di Bordo nella traversata del Puerperio