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Il paracapezzolo: usarlo bene e con cautela!

Ecco tutto quello che devi sapere sul paracapezzolo: scopri i motivi per i quali si utilizza, se è davvero necessario,  come usarlo correttamente per evitare problemi e come eliminarlo.

Il paracapezzolo è uno strumento utile ma decisamente abusato e generalmente male utilizzato. Generalmente è indicato solo in alcune limitate circostante sulle quali è bene intervenire il prima possibile, va utilizzato con parsimonia e con alcuni accorgimenti per evitare effetti collaterali negativi. E va tolto il prima possibile.

Cos’è il paracapezzolo?

Il paracapezzolo è una specie di copricapezzolo con ali laterali a coprire l’areola affinchè si mantengano aderenti alla mammella. Possono avere 2/4 fori oppure due lunghe fessure.

Caucciù o silicone? 

Quelli in caucciù sono troppo spessi e inficiano maggiormente l’attacco al seno, quelli in silicone sottile e modellabili minimizzano gli effetti collaterali.

Quali forme e misure? 

La scelta non deve essere causale e dovrebbe tenere in considerazione sia l’anatomia della mamma (il diametro del capezzolo) che quella del bambino (la lunghezza del paracapezzolo dipende dalla dimensione del palato duro) pena problemi di suzione, dolore e scarso accrescimento ponderale.

Quindi evita il fai da te! Usa il paracapezzolo solo se davvero indicato e scegli il modello più adeguato per te e il tuo bambino.

Per quale motivo si usa?

Le indicazioni per le quali si dovrebbero usare sono poche e molto precise e dovrebbero essere suggerite solo da personale esterno. In realtà, troppo spesso, vengono consigliati dalle amiche o acquistate in autonomia o comunque dati già in ospedale con un po’ troppa leggerezza, senza agire sulle cause principali del problema.

Cosa si dovrebbe fare prima di usarli

  • Far valutare, da personale esperto, l’anatomia e la postura del bambino
  • Agire e migliorare con attenzione e pazienza l’attacco e la posizione al seno
  • Valutare in modo approfondito la modalità di suzione e deglutizione (come muove la lingua, se riesce a deglutire in modo corretto, ecc.)
  • Valutare andamento del parto, della degenza e del periodo successivo

Solo dopo avere controllato (con un consulente professionale in allattamento) tutte queste variabili e aver agito il più approfonditamente possibile su tutte queste situazioni, è possibile valutare l’efficacia di un eventuale paracapezzolo.

In generale si possono usare per:

  • problematiche anatomiche o neurologiche del bambino (frenulo corto, malformazioni orali, prematurità, problematiche neurologiche o posturali)
  • capezzoli introflessi e piatti, ma solo se suggeriti da un consulente davvero esperto: spesso infatti vengono suggeriti con troppa leggerezza e senza adeguato supporto ma, in questi casi, il rischio è di un aumento degli effetti collaterali negativi
  • in caso di montata lattea eccessivamente abbondante e ancoraggio difficoltoso: quando c’è una situazione simile è importante agire prima di tutto sulla situazione infiammatoria, il più urgentemente ed efficacemente possibile. La spremitura manuale e l’utilizzo del tiralatte sono poco efficaci in questi casi e la cosa migliore è far drenare il seno al bambino il meglio possibile. Se l’unica alternativa valida è il paracapezzolo ben venga, purché usato correttamente (questo è fondamentale!) e tolto appena possibile (pochissimi giorni dopo)

Quando invece non serve ed è controproducente?

La maggior parte delle volte le mamme utilizzano il paracapezzolo in autonomia, a causa delle ragadi e del dolore che provano. In queste situazioni si tende a provare di tutto, creme suggerite dalla vicina di casa, paracapezzoli regalati dall’amica e tutto si fa fuorché il reale necessario.

In questi casi i paracapezzoli (magari della misura non corretta) spesso peggiorano il problema perché alimentano un attacco scorretto al seno che, di fatto, è proprio ciò che ha provocato le ragadi, rischiando anche di incidere negativamente sullo sviluppo ponderale del bambino.

In caso di ragadi, l’utilizzo del paracapezzoli dovrebbe essere considerato come “ultima spiaggia” non come panacea di tutti i mali e solo dopo, o in contemporanea, di una valutazione dell’anatomia del bambino e della modalità di ancoraggio al seno.

Effetti collaterali del paracapezzolo

Quando il capezzolo è utilizzato in situazioni non necessarie, o con misure e materiale non adeguati, senza un controllo accurato dell’ancoraggio al seno con il dispositivo indossato rischia di creare problemi di ragadi e di scarso accrescimento ponderale.

Nel momento in cui il bambino con il paracapezzolo tende ad attaccarsi solo in punta, in modo superficiale e senza spalancare la bocca e fare presa sull’areola, è molto probabile che non riesca a creare il vuoto necessario per garantirsi un adeguato trasferimento di latte e quindi una adeguata deglutizione. Oltre al fatto che rischia di peggiorare eventuali ragadi e abrasioni.

In pratica: se il paracapezzolo non è indicato e l’attacco al seno peggiora, il bambino assume meno latte, cresce meno e la produzione di latte rallenta sempre di più.

Come si deve usare il paracapezzolo 

Quando assolutamente necessario, il paracapezzolo deve essere scelto accuratamente. Misura, materiale, forma, tutto deve essere valutato correttamente in modo che sia adeguato sia per la mamma che per il bambino.
Una volta scelto, il modo migliore per applicarlo è inumidirlo con acqua calda prima dell’applicazione, risvoltare il capezzolo verso dentro e applicarlo sul seno in modo che il capezzolo si estrofletta (come in un’effetto ventosa) una volta sistemato. Questo lo rende più stabile e aderente e facilita l’ancoraggio del bambino al seno, mentre le alette devono esse posizionate in modo tale da lasciare il naso libero e adiacente alla pelle nuda.

Come usarlo correttamente 

Se il paracapezzolo è davvero necessario allora è giusto usarlo, avendo però alcune importanti accortezze per evitare gli effetti collaterali negativi:

  • accertati di indossare la taglia giusta per te e per il tuo bambino
  • accertati che l’attacco al seno sia corretto e profondo, tendenzialmente non dovresti vedere quasi il paracapezzolo indossato
  • tirati il latte: per mantenere la produzione adeguata o avviarla bene e somministra il latte materno tirato al bambino in modo che non perda peso né forze e che impari a estrarre il latte sempre meglio, fintanto che la situazione non sia risolta

Come eliminare il paracapezzolo?

Il paracapezzolo andrebbe utilizzato solo per motivi ben precisi ed è quindi importante fare in modo di eliminare i problemi che ne giustificano l’utilizzo:

  • se il bambino è prematuro e sta crescendo bene, nel giro di poco sarà sempre più competente nella suzione e sempre più capace di succhiare senza l’ausilio del paracapezzolo
  • se lo hai usato per via di una montata troppo forte con edema e areola molto tesa, una volta risolta la situazione e ammorbidita la mammella, il paracapezzolo non dovrebbe essere più necessario
  • se lo hai usato per via del frenulo corto è importante agire al più presto per correggere la situazione o almeno trovare le migliori posizioni possibili per facilitare l’attacco profondo del bambino al seno
  • se lo hai usato per via dei capezzoli introflessi, vedrai che nel giro di pochi imparerai sempre meglio ad attaccarlo bene, senza bisogno di altri accorgimenti e senza paracapezzolo
  • se lo hai introdotto per via delle ragadi, in realtà probabile che la situazione non sia migliorata per questo motivo, anzi il rischio è anche che sia peggiorata. Ti consiglio in questo caso di farti aiutare, valutare bene il tipo di ragadi e le eventuali infezioni che si possono formare, curare in modo adeguato e sistemare in modo ottimale attacco e posizioni ed eliminare il paracapezzolo al più presto

Come eliminarlo?

  • Prima lo togli meglio è: non ti adagiare nell’abitudine di averlo ma usalo sempre con discrezione e parsimonia, cercando di eliminarlo prima che il bambino se ne abitui completamente
  • Dopo i primi minuti di suzione, quando il capezzolo è ben protruso, il flusso di latte attivato e abbondante, il seno più ammorbidito e l’attacco più profondo, prova a toglierli e ri-attaccare immediatamente dopo il bambino
  • Attaccalo senza paracapezzolo quando è nel dormiveglia oppure di notte
  • A volte possono essere utili alcuni accorgimenti transitori: come posizioni particolari o ausili provvisori che aiutino la transizione alla suzione senza capezzolo (come ad esempio il DAS casalingo o la siringa con il finger fedeer)
  • Emotivamente è bene farsi supportare e spronare da un consulente perché potrebbe essere un lavoro un po’ faticoso e bisogna essere certi che la situazione si sistemi velocemente

Mi raccomando quindi, il paracapezzolo va bene ed è indicato ma solo in alcune precise e limitate circostante, sulle quali si deve intervenire il prima possibile per migliorarle e correggerle. Va utilizzato con parsimonia e con alcuni accorgimenti per evitare effetti collaterali negativi, e va tolto il prima possibile.

In questi casi più di altri, è davvero importante agire in fretta e con un aiuto davvero competente.
Non esitare a contattarmi in caso di bisogno, il prima possibile. Le mie consulenze in allattamento possono esserti utili ma può aiutarti anche leggere anche la guida per aumentare la produzione e l’articolo che ho scritto su come usare il tiralatte.

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