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Voglio una vita di part-time verticali!

Una mamma mi scrive: “Sono stressata. non ce la faccio più. corro al lavoro, torno a casa distrutta, i bambini che litigano, la cena da preparare, la casa da pulire. sono orribile ed il marito non capisce la mia fatica…    Qual è il trucco per conciliare serenamente casa, lavoro, figli e ritagliarsi un po’ di tempo per se stesse?” Cosa rispondere?

La mamma multitasking è un’illusione fallimentare

Quando mi si pone una domanda simile, penso a mio marito che da sempre mi ripete: “voi donne e la vostra mania di voler fare tutto contemporaneamente!”. Mi sono sempre arrabbiata quando mi sentivo dire questa frase. Era come ammettere un fallimento. Era come dire a me stessa che “non ero brava”, “non ero capace” di essere la Wonder Woman cui aspiravo. Adesso che di figli ne ho tre e sono decisamente più vecchia, credo di concordare con lui. Potrei rispondere a questa richiesta di aiuto in mille modi, trovando molti suggerimenti più o meno utili per aiutare questa mamma stanca e in difficoltà, potrei anche calarmi nei panni della classica Tata Lucia e cucirle addosso un programmino perfetto per rimettere in sesto in una settimana l’intera sua vita.  Ma io non sono Tata Lucia e a me questi metodi tanto facili e così apparentemente efficaci lasciano solo tanti tantissimi dubbi. Sapete la risposta che darei io a questa mamma?
E’ che questo trucco non esiste! No. Punto e basta. Inutile girarci intorno, inutile inventarsi frottole e regolette. La verità è che in qualsiasi caso sempre e comunque noi donne ne usciamo perdenti. Perché alla fin fine la coperta è sempre troppo corta.
Inevitabile!  Qualsiasi cosa tu faccia, sempre da qualche parte si sta rinunciando a qualcosa.

Le donne e una vita di part-time verticali

Una donna dovrebbe poter scegliere una vita di parti time verticali. E non intendo quelli dove si lavora due o tre giorni a settimana full time. Intendo suddividere l’intera sua vita adulta in periodi dedicati prevalentemente ad uno specifico ruolo. Sottolineo il prevalente e il un solo ruolo.

Ci sono gli anni dedicati alla maternità

Dedicati prevalentemente alla cura dei bambini piccoli, che bel lungi dall’avere bisogno di brevi tempi di qualità, avrebbero bisogno di tutt’altra dedizione da parte della propria madre (e non di altre figure surrogati che hanno caratteristiche e modalità specificatamente diverse)

Poi ci sono gli anni del rientro lavorativo

Possibilmente con forme flessibili o di homeworking. Quando i bambini iniziano ad essere più grandicelli e hanno bisogno della presenza materna in un modo differente.

Ed infine gli anni della maturità

durante i quali le forme lavorative dovrebbero essere altrettanto flessibili, per potersi permettere di prendersi cura delle figure anziane della propria famiglia, anziché pagare badanti e ricoveri. Infatti, il problema della conciliazione lavoro-famiglia diventa altrettanto drammatico in età  matura, quando una donna dovrebbe dividersi tra il lavoro che non finisce mai, la cura dei nipotini e l’accudimento degli anziani (che vivono molto più a lungo di un tempo). Anche questo è un tema delicatissimo ed estremamente sottovalutato.

Per una politica realmente a favore della donna e della conciliazione

Alla fin fine lavoriamo per pagarci baby sitter, asili nido, colf e badanti. Stritolate dallo stress di fare troppo e dall’insoddisfazione di non fare nulla nel modo in cui lo vorremmo davvero. Abbiamo sotto gli occhi l’evidente fallimento di questo sistema. Donne imbottite di ansiolitici, ed in preda ai sensi di colpa e di inadeguatezza. Finiamola di cercare trucchi, metodi e programmi facili e risolutivi. Tutte balle.

Uomo e donna, per essere uguali, devono essere diversi

Ci siamo inventate che essere maschi e femmine sia la stessa cosa, e che donna e uomo , per essere pari, debbano fare le stesse cose. Peccato che non è così, nè mai lo sarà. Una vera politica sociale a favore della donna dovrebbe partire da questi assunti. Che donna e uomo sono diversi. Punto.  Verità oggi più che mai attuale dati gli innumerevoli tentativi di nasconderla sotto l’egida dei diritti uguali per tutti. Sarà davvero così, e ci saranno davvero diritti uguali per tutti quando le condizioni e le disposizioni saranno diverse,  per ciascun soggetto,  in ciascun tempo della sua vita. Affinché davvero tutti possano godere dello stesso benessere. Una casa per tutti sarebbe uno slogan ingiusto se si traducesse in un monolocale identico per tutti, single e famiglie di 7 persone. Questa non è uguaglianza. Questa è presa in giro. E io sono stanca di vedere le donne prese in giro da politiche sociali pensate in questo modo.

Le donne dovrebbero essere pagate, nello stesso modo, tanto nei periodi in cui si dedicano principalmente alla cura dei figli, così come in quelli in cui rientrano prevalentemente nel mondo del lavoro, che in quelli in cui si dedicano ai propri anziani. Se fossero pagate adeguatamente per tutto quello che davvero fanno, se fossero circondate da altre donne con cui condividere le stesse esperienze, se non fossero lasciate sole ma potessero vivere adeguati servizi di sostegno e soprattutto, se fossero davvero valorizzate e riconosciute importanti e “produttive” agli occhi del mondo, allora forse ci sarebbe davvero uguaglianza e la conciliazione lavoro-famiglia sarebbe completa. Questo a mio avviso è l’unico modo affinché l’incredibile capacità delle donne di ricoprire ruoli diversi e di svolgere perfettamente innumerevoli mansioni, possa esplicitarsi nel modo migliore e più sereno possibile. Non vivere tutti questi ruoli contemporaneamente, non almeno al 100% tutti insieme. Bensì, appunto, in periodi di attività prevalentemente dedicate all’uno o all’altro ruolo. Ovvio che si possono comunque mescolare e sovrapporre un po’, sempre ed in ogni età, ma ricoprire quattro o cinque ruoli perfettamente bene  e tutti contemporaneamente è impossibile e nessun uomo si è mai preso la briga e la fatica di farlo!

Puntare sul mutlitasking non è una politica sociale, è un grande autogol!

Detto questo, mi dissocio ufficialmente dal ruolo di Wonder Woman, e chiedo alle donne di smetterla raccontarsi balle o di farsi condizionare dalle politiche sociali attuali. Asili nido per tutti e bonus per rientrare al lavoro a tre mesi di vita del bambino, sono slogan pubblicitari che ammiccano al ruolo di “donnauomo”, peccato che non tengano minimamente conto delle reali necessità biologiche ed affettive di una famiglia.  Se vogliamo davvero uscire da queste dinamiche sbagliate dovremmo iniziare a ribellarci a questa immagine di donne-madri multitasking! Non è che siamo più brave o più belle se viviamo questo modello distorto. No! Semplicemente siamo più stanche, stressate, arrabbiate e nervose. E nessuno, né noi stesse, né tantomeno i nostri mariti o i nostri figli ne trarranno giovamento. Per non parlare delle ricadute drammatiche sulla nostra società che pretende di avere ragazzi in gamba e dagli affetti sani e solidi e non si accorge invece di lasciare figli orfani, in balia di facili abbindolatori. Io mi ribello a questa immagine di donna.
Io voglio vivere di part time verticali!

Settembre 6th, 2014|Categories: VITA DA MAMMA|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Voglio una vita di part-time verticali!