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Il periodo del post-partum: il puerperio e il neonato

Il puerperio e il neonato sono termini speciali per periodi speciali. Non vanno annacquati o mescolati ad altri più generici, forti ed intensi ma vanno denominati e descritti per quello che sono: terra, sangue, acqua, latte..amore!

Il termine puerpera significa letteralmente “colei che ha partorito il bambino”. Nella sua arcaicità,  solennità e tecnicismo connota in modo molto chiaro ciò che davvero la donna ha appena vissuto. Un momento intenso, potente, fisicamente travolgente come quello del parto.

Il termine “neomamma” è più delicato e riporta genericamente alla dimensione della maternità, quasi “tutta rosa e fiori” come quella della pubblicità e dei fiocchi azzurri sulle porte. Ma il puerperio è un altra cosa. E il neonato non è una bambola.

 

Il puerperio 

Il puerperio è fatto di sangue 

Il puerperio è fatto di sangue, di assorbenti, di bidet rinfrescanti a lenire il ricordo dell’intensità delle spinte. E’ fatto di viscere che si muovono per tornare alle origini, è dolore dei morsi uterini, del corpo che si pulisce ad ogni poppata, di cicatrici violente che segnano per sempre.

Il puerperio è fatto di acqua 

Il puerperio è acqua purificatrice che lava il sangue, allevia le ferite, scioglie le tensioni. E’ acqua da bere: acqua che entra, latte che esce. E’ acqua di impacchi sul seno, acqua di doccia che scioglie le ansie, acqua del parto che irrompe da un sacco, acqua che lava il frutto del parto.

Il puerperio è fatto di pane 

Il puerperio è cibo, pane che sazia, che nutre il cuore, ritempra lo spirito. Cibo preparato da mani che aiutano e tengono in forze, cibo di donne che si stringono in cerchio affinché la Vita ricevuta, sia anche Vita donata.

Il puerperio è fatto di latte 

Latte che monta, esplode ed implode. Latte che preme, che riempie, che sazia. Latte che basta, latte che avanza, latte che ancora deve arrivare, latte di mamma da poter donare. Il puerperio calibra, regola, impara. Vive di ormoni, si nutre di richieste, si alimenta sgorgando, si calibra attaccando. Il puerperio insegna, trasforma, modifica chi figlia ormai non è più ma di fatto nuova madre sarà.

Il puerperio è fatto di parole 

Parole del parto, che risuonano ancora e per sempre: ricordi di dolci incoraggiamenti oppure disprezzo e derisione. Parole di padri, nonni, amici e parenti; parole d’amore o cattivi serpenti. Parole di consigli non richiesti, falsi miti e dicerie. Parole di Facebook, di chat e di esperti. Parole al vento, parole che scavano, parole che amano, parole che uccidono.

Il puerperio è fatto di silenzio 

Il puerperio è silenzio della notte, solitudine profonda, pensieri in penombra da viversi in silenzio nel proprio cuore. Silenzi pieni di rumore, tragico dolore che non riesce a scoppiare, lacrime nascoste e poppate in solitaria. E silenzi pieni di stupore, di religiosa adorazione della creatura appena nata, di rispetto e meraviglia, soddisfazione e potenza.

Il puerperio è fatto di emozioni 

Forti, potenti, più intense di un orgasmo, più speciali di un anniversario. Sono uniche, indelebili, volubili, contraddittorie. Sono emozioni da accogliere, attraversare e lasciare: che escano, passino, creino basi e sentimenti per relazioni speciali.

Il puerperio è fatto di nodi 

Il puerperio è intrecci di corde e nodi, reti da costruire, intrecci da imbastire. Sono legàmi da sviluppare, relazioni da attivare. Rapporti speciali, unici e rari come quelli che solo un figlio sa far creare, ma anche rapporti nuovi e impensabili con vicini di casa e parenti lontani.

Il puerperio è fatto di cocci e frantumi 

Il puerperio non cammina a passo spedito, bensì arranca o rincorre dentro un enorme labirinto. Si procede a tentoni, si impara sbagliando o riducendo in frantumi certezze e letture, ideali impossibili, controproducenti condizionamenti.

Il puerperio è fatto di donne 

Il puerperio è donna, è di donna e solo di donna. Vissuto e compreso solo tra donne e solo tra madri. E’ la frase che solo una madre rivolge ad una figlia dopo il suo parto: un “Come stai?” detto in silenzio, mentre tutti pensano e guardano solo il bambino.

 

 

Il neonato 

Il neonato è fatto di carne e ossa 

Il tuo neonato non è finto. Non è un bambolotto o una foto sul giornale. Non è l’immagine dei tuoi sogni, proiezione dei tuoi desideri, incarnazione del tuo pensiero. Il tuo neonato è persona, pezzo di umanità, fatto di carne e ossa con una consistenza, un odore, un colore. E come tale vive, di vita propria, non di vita tua. E di vita reale, dannatamente e concretamente reale. Non ti preoccupare di essere pronta o meno, tanto poi ci pensa lui!

Il neonato è fatto di latte

Il neonato cerca, si affanna, richiede energia e nutrimento per il corpo e per la testa. Sempre. Notte e giorno. Poco alla volta ma continuamente. Tanto quanto mai te lo saresti aspettato, e anche quel tanto può essere ancora di più. E mai gli sembra abbastanza, e mai tu lo avresti immaginato, e mai ne saresti stata pronta. Eppure lui sa: sa di cosa ha bisogno, dove cercarlo, come afferrarlo, quante volte assumerlo. Lui sa, e saggio cresce nel corpo col cuore. Tu, saggia donna fatta di sangue e di latte, anche tu sai e anche tu dai, doni, offri e regali. Affinché la vostra completezza sia perfetta.

Il neonato è fatto di cacca e pipì

E mai tanta semplicità ti è parsa complessa. L’immagine infiocchettata del principino sognante si sgretola in una montagna di panni da lavare, pannolini da cambiare, scariche da contare e analizzare. E la poesia si trasforma in verismo, camminando di pari passo ai cocci del tuo puerperio, introducendoti alla via della vera maternità. E tu,, madre saggia, cresci insieme lui.

Il neonato è fatto di te 

Fatto della tua stessa carne, uscito dal tuo stesso grembo, attaccato al tuo stesso seno. Una cosa sola, due diverse vite. E mai miracolo è stato così grande. Tu sei colei dal quale in tutto dipende, colei dal quale riceve la Vita, colei nel quale può dirsi al sicuro, colei che abbraccia, scalda e contiene. Colei che si abbandona, confidente e grata, alla Vita che le è stata donata e in tutto la ricambia, donando e accogliendo chi la cerca di continuo.

Il neonato è fatto di Vita

Ma la vita non è acqua cheta, stagnante, la Vita è cascata, vortice e fiume che avanza. E il neonato, che è fatto di Vita e per la Vita, solo una cosa mira e pretende: vivere, crescere, uscire dal nido, rompere il guscio che la vita gli ha dato, per completare se stesso e il proprio cammino. Per questo il neonato che è fatto di te e vive di te non ti appartiene, e con tanti passetti, piccini piccini, presto avanza e veloce si innalza in un volo che non ti appartiene, verso lidi che non puoi vedere.

“Ma non preoccuparti perché tu sei lì, sempre e comunque dentro al suo cuore, che è nato da te e fatto di te”

 

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Questo non è il solito post ma il modo in cui scrivo, il modo in cui vivo, il modo in cui sento. Perché l’allattamento e la maternità non sono solo scienza, dati, gruppi di Facebook e parole vuote. Le parole vere, quelle emozioni potenti che ti entrano dentro e ti sconvolgono la vita, solo la poesia le può descrivere.

Questo è il mio regalo per te. Da stampare e attaccare sul tuo frigorifero, perché mai parole furono più vere e profonde: la poesia “I figli” di Khalil Gibran.

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