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I fondamentali: Posizione ed Attacco

Perché, in allattamento, posizione e attacco al seno sono fondamentali? Come attaccare correttamente il neonato al seno e come controllare la posizione.

Perché, in allattamento, posizione e attacco al seno sono fondamentali?

Uno dei nodi fondamentali dell’allattamento al seno è la posizione e l’attacco del bimbo. Sembrano due cose banali e scontate, invece sono spesso la determinante per un buon inizio e per un sereno allattamento esclusivo.

Una buona posizione è comoda per la mamma, sostiene bene il piccolino e gli permette di avvicinarsi al capezzolo nel modo migliore e più efficace possibile.

Attaccarsi bene al seno permette di:

  • non provare dolore
  • drenare efficacemente il seno
  • prevenire ingorghi o dotti bloccati
  • mantenere una buona produzione di latte
  • garantire un buon accrescimento

Quali sono i criteri per avere una buona posizione di allattamento?

POSIZIONE

Le posizioni per allattare sono davvero tantissime. Ognuna di queste può essere consigliabile in alcune circostanze piuttosto che in altre. Ad esempio la posizione a culla incrociata è ottima nelle primissime settimane, quando bisogna fare molta attenzione all’attacco. Quella a rugby e quelle verticali possono invece essere utili in casi di forte riflesso di emissione o di reflusso gastroesofageo. Quelle sdraiate sono comodissime durante la notte.

I punti chiave  cui fare attenzione quando si tiene un bambino al seno sono:

  • mettere bimbo pancia contro pancia con la mamma, in modo tale che il corpo della mamma e del bimbo siano aderenti
  • bimbo in asse: orecchio, spalla e anca del bambino dovrebbero essere ben allineate  (un tipico errore è ad esempio un bambino appoggiato sulle ginocchia della mamma con la pancia in su, il corpo staccato dalla madre, e la testa girata per potersi attaccare al seno. Questa posizione è scorretta.)
  • sostenere bene il corpo del bebè. In questo modo, il piccolo non si sente “cadere” e può concentrarsi meglio nel poppare. Per essere sicure che lo si sta tenendo bene ci si può alzare in piedi mentre si sta allattando. il movimento istintivo che si fa per non farlo cadere, permette di tenere il bimbo al seno in modo adeguato e ben sostenuto.
  • posizionare la testina del bimbo di fronte al capezzolo. In particolare il capezzolo dovrebbe “puntare” verso il labbro superiore, quasi sotto il nasino.  In caso di posizione classica  a culla, ad esempio, la testa non è appoggiata all’incavo del gomito, bensì, quasi sul polso (o avambraccio) della mamma.

Cosa controllare per sapere se il bambino è attaccato correttamente al seno?

ATTACCO

Una volta che il bimbo è ben posizionato , risulta più semplice anche l’attacco vero e proprio. Un buon attacco è davvero importante e a volte determinante. Vale quindi la pena assicurarsi che sia tale. Non sempre è facile capire se questo va bene, non tutti hanno l’occhio allenato per capirlo. Se avete dolori, se il bimbo non cresce bene, se fa rumori o schiocchi con la bocca mentre poppa, se in generale c’è qualcosa che non vi convince… non esitate a chiedere subito un consulto esperto.

Molto spesso è sufficiente modificare un po’ la posizione e correggere un attacco scorretto per prevenire problematiche più complesse.

Un buon attacco prevede:

  • bocca spalancata (non solo le labbra bene aperte, ma proprio tutta la bocca) e ben aderente alla mammella
  • labbro inferiore estroflesso
  • prendere in bocca buona parte dell’areola e non solo il capezzolo
  • si dovrebbe vedere più areola sopra alla bocca del bimbo piuttosto che sotto
  • mento e labbro inferiore attaccati al seno
  • il nasino dovrebbe essere libero (non tanto perché altrimenti non respira, cosa non vera, ma perché è segno del fatto che la testina è semireclinata all’indietro e quindi permette che il capezzolo punti verso l’alto, verso il palato e non sfreghi contro la lingua del piccolo)
  • lingua deve avvolgere il capezzolo da sotto (a volte si riesce a vederla in basso, sotto il capezzolo)
  • si vede e si sente il bimbo ingoiare

Ricordati: avere dolore non è una cosa normale e non è detto che passi da sola. Se il bambino cresce poco nonostante “stia attaccato al seno tutto il giorno”, se hai dolori al capezzolo durante o dopo la poppata, o se hai qualsiasi dubbio in merito all’attacco, chiedi aiuto e continua ad allattare. Tutto è risolvibile!

Se il tuo bambino fatica ad attaccarsi al seno, puoi leggere questo articolo:Il bambino fatica ad attaccarsi al seno: cosa fare?

Se ti sembra di sbagliare qualcosa nella posizione e attacco al seno, e hai dolore prova a leggere anche questo articolo: 5 errori da evitare in caso di allattamento doloroso

Se hai dei dubbi, possiamo risolverli insieme, con l’aiuto dei miei corsi on line, o tramite una consulenza individualizzata. In questo caso ti dedicherò tutta l’attenzione e tutto il tempo necessario per provare insieme le migliori posizioni possibili per te e il tuo bambino, a seconda delle vostre caratteristiche e necessità.

Agosto 19th, 2013|Categories: ALLATTAMENTO|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su I fondamentali: Posizione ed Attacco