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I Primi Passi: 6 indicazioni utili e 1 video

I primi passi hanno qualcosa di magico, un’euforia indescrivibile, un’emozione stampata sul volto del nostro bambino e nel tuo cuore!

E’ una tappa cruciale, che quando viene raggiunta è come se l’avessi raggiunta anche tu: ci si sente come dopo aver scalato una montagna ed essere arrivata in vetta. Anche per il tuo bambino è così.

Ma quanto e cosa si deve fare per aiutare il proprio bambino in questa scalata? Poco e niente, direi. Te lo spiego in questi punti e con un video.

Come posso favorire i primi passi del mio bambino? 

Lasciandolo libero.

Libero su una base ampia e rigida, fin dai primissimi mesi.

E posizionandolo a pancia in su, senza cuscini sotto la testa o intorno al corpo. In questo modo il bambino imparerà, da solo, a rotolarsi sul fianco, strisciare, sollevare il sedere, gattonare, aggrapparsi, alzarsi, bordeggiare, rimanere in piedi da solo, e infine…camminare.

Da solo.

Non ci credi? Prova!

Se non hai mai provato a lasciarlo a terra, spesso, per un tempo adeguato e con lo spazio adatto, prova e ti accorgerai di come in pochi giorni le capacità motorie del tuo bambino prenderanno il volo!

Sta in piedi da solo ma non cammina, cosa posso fare?

Sorridigli!

Stai serena, abbi pazienza e dagli tempo. Ben presto si butterà.

A volte hanno bisogno solo di una piccolissima spintarella, un sorriso rassicurante, un dito cui aggrapparsi appena e camminare spediti. Altre volte hanno solo bisogno di un po’ di tempo in più: non ti preoccupare e non forzarlo mai.

Mia figlia, casualmente, aveva trovato la sua sicurezza in un metro da sarta! Buffo, vero? Io tenevo una estremità del metro in una mano e lei teneva l’altra nella sua. Con questo escamotage, ad un metro abbondante di distanza da me ma aggrappata alla sua idea di sicurezza, andava spedita e serena. Ben presto ha lasciato il metro per correre da sola!

Il girello è utile durante la fase dei primi passi?

Il girello è di fatto un oggetto pensato per anticipare una competenza che di fatto ancora non appartiene al bambino. Contrariamente a quanto normalmente si pensi, il girello non serve per imparare a camminare.

Non esiste nulla che possa insegnare ciò che di fatto è già dentro al cuore e al corpo di un bambino. Anzi! Rischia di essere controproducente.

Inizialmente il bambino è euforico nello sperimentare ciò che da solo non riesce a fare, è galvanizzato all’idea di arrivare laddove voleva e mai era riuscito. Ma di fatto, non lo sta facendo da solo.

Non è ancora pronto per tenersi in piedi, poggiare bene a terra la pianta dei piedi e mantenersi in equilibrio, e la postura del girello lo svia completamente dal raggiungimento di queste competenze.

Esso infatti conduce il piccolo a puntare i piedini e non tutta la pianta, lo sostiene dal sedere dandogli l’illusione di potersi sorreggere senza fare peso sulle gambe e di poter saltellare al posto di camminare, e soprattutto lo sbilancia prepotentemente in avanti per permettergli lo spostamento verso l’oggetto.

Il problema è che imparando a sporgersi così tanto in avanti, una volta libero dal girello, il bambino non è in grado di stare dritto in equilibrio né di spostarsi in avanti senza cadere, senza sbilanciarsi in modo eccessivo.

Non avendo mai sperimentato la normale caduta spontanea (all’indietro, sul sedere), il bambino abituato al girello rischia di cadere sempre rovinosamente in avanti (di faccia).

Quindi a conti fatti, più che un aiuto, il girello finisce per essere un oggetto controproducente, trasformando l’iniziale euforia del bambino nella successiva paura ed ansia nel camminare da solo. Procrastinando quindi, di fatto, una competenza nel tentativo errato di favorirla.

Il bambino ha bisogno di essere sorretto e accompagnato?

Dipende. Non ha alcun senso sostenere i bambini per le ascelle come spesso si vede fare. E’ un gesto estremamente faticoso per chi lo fa, specie per una nonna, e piuttosto inutile se non controproducente.

Se il bambino non è ancora pronto, sostenerlo e accompagnarlo di peso in giro NON gli velocizzerà la maturazione e la sicurezza del camminare. L’adulto farà solo tanta fatica e lui non imparerà l’equilibrio e la stabilità. E’ un po’ lo stesso concetto del girello.

Lasciatelo fare da solo, con una superficie di appoggio. Il resto lo farà lui!

Mettetelo a piedi nudi (o con calze antiscivolo) e lasciategli a disposizione uno spazio libero vicino al divano o vicino ad un mobile basso. Presto si attaccherà a questi oggetti per iniziare a bordeggiare, fino a sentirsi sempre più stabile e sicuro. Con i piedi ben piantati a terra e la sicurezza nel cuore.

Dopo i primi passi, le cinghie sono utili?

Le cinghie sono pensate per sorreggere il bambino e impedirgli di cadere, in modo comodo per l’adulto. Forse risparmiano un po’ di ansia al genitore, ma ne fanno venire moltissima al bambino!

E’ lo stesso concetto del girello: se ogni volta che il bimbo ha la tendenza a perdere l’equilibrio, noi lo tratteniamo con le cinghie e gli impediamo la caduta, gli impediamo anche la possibilità di capire come si cade e quindi di imparare a stare in equilibrio saldo.

Dal punto di vista pedagogico le cinghie impediscono di sperimentare la giusta distanza dal genitore.

Evitando la possibilità di allontanamento del bambino dal genitore, le cinghie rassicurano l’adulto ma limitano al bambino quel potenziale movimento di “andata e ritorno” tipico della fase esplorativa.

Gli impediscono, cioè, di sperimentare e trovare la giusta distanza, logistica ed emozionale, con il genitore. E questo è davvero una grande perdita. Meglio fare un po’ più di fatica fisica, ma maturare insieme una grande fiducia nella relazione.

Primi passi: consigli in poche parole? 

  • Lascialo libero
  • Lascialo a terra
  • Abbi pazienza
  • Sii presente
  • Dagli fiducia

Il resto lo farà il bambino! Guarda e stupisciti con quanta semplicità e competenza il tuo bambino imparerà a camminare, correre e saltare!

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