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SAM 2014: flash-mob o sit-in di protesta?

logo_SAM14_low-300x262Ripenso ai flashmob organizzati in contemporanea su tutto il territorio nazionale, sabato 4 ottobre in occasione della SAM 2014 (Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno) e ripenso ai racconti di tutte le mamme che ho incontrato negli ultimi anni e mi sale un po’ di amarezza. Più che un flashmob gioioso e dagli intenti sensibilizzanti, io avrei voluto organizzare un sit-in di protesta all’interno di ogni ospedale, consultorio o ambulatorio pediatrico italiano. O ancora meglio, come ho già proposto in altre sedi, una class-action di massa con la richiesta di indennizzo per i danni medici ed affettivi procurati dal mancato allattamento al seno, tanto raccomandato ed osannato dallo stesso sistema sanitario italiano.

Sì, io avrei attivato una azione di protesta contro tutte quelle falsità, quel disinteresse, quelle condotte errate, quelle frasi offensive e denigratorie, che molte donne ogni giorno ancora oggi subiscono, quando cercano di portare avanti il loro sacrosanto diritto, nonchè istinto/norma biologica, di allattare.

E’ inutile affermare che “tutte le mamme hanno il latte”, che “il latte materno è il miglior alimento nutritivo ed affettivo per il bambino”, che “garantisce protezione da malattie a breve e lungo termine sia per il bimbo che la mamma”, o che “ è ecologico, a costo ed impatto zero” se poi manca il sostegno dei professionisti sanitari coinvolti. Reale, concreto, effettivo ed efficace. Se chi è deputato a stare accanto alla donna che allatta è il primo a non sapere di allattamento, a non essere capace di sostegno emotivo, a non poter essere presente, a non avere il tempo di, a non voler indirizzare a…  bhe, allora possiamo chiudere subito baracca e burattini e lasciar perdere tutti i nostri cari flashmob di oggi.

Lo dico chiaro e tondo e fuori dai denti!

  • Fino a quando il parto continuerà ad essere disturbato, manipolato, medicalizzato, senza curarsi minimamente dell’immediato dopo parto, degli effetti a lungo termine che esso ha sull’allattamento e sulla relazione affettiva genitori-bambino;
  • fino a quando continueranno ad esistere le nursery, la separazione notturna dal bambino, l’allattamento ad orari, le soluzioni glucosate date di default, i ciucci il primo giorno di vita;
  • fino a quando ci sarà qualcuno che userà il rooming-in come scusa per lasciare che mamma e bimbo si arrangino da soli, limitando al minimo il personale in reparto;
  • fino a quando si continuerà a dare consigli discordanti e ben poco competenti, durante la degenza in ospedale;
  • fino a quando, in caso di difficoltà si continuerà a tenere separati madri e bambini, e si lasceranno le donne abbandonate a loro stesse, senza proporre modi e strumenti per avviare e mantenere la produzione di latte materno;
  • fino a quando si dimetteranno le donne senza aver mai osservato bene una poppata, con le ragadi già presenti, proponendo una doppia pesata come unico mezzo di valutazione/giudizio circa l’avvio dell’allattamento;
  • fino a quando ci sarà qualcuno che continuerà a denigrare le donne deridendo le loro richieste di aiuto e di informazioni, zittendole con la formula canonica “lo vede, signora? lei non ha latte! vuole far morire di fame il suo bambino?”;
  • fino a quando si verrà dimesse con la prescrizione di “aggiunte” di latte artificiale, nella fantomatica speranza che in chissà quale magico modo il latte arrivi nonostante la scarsa stimolazione e quantitativi di latte artificiale sempre maggiori, senza fornire alcun altro suggerimento, spiegazione o alternativa;
  • fino a quando si continuerà deliberatamente ad ignorare l’esistenza di figure formate appositamente allo scopo (IBCLC), di peer counsellor e di gruppi ed associazioni di sostegno da mamma a mamma sul territorio, e si continuerà a non inviare le mamme in difficoltà  a queste risorse;
  • fino a quando nei consultori familiari il sostegno all’allattamento continuerà ad essere vagamente fornito in occasionali “spazi pesata”, da personale non sempre aggiornato e ben preparato, con tempi ridotti e una scarsa possibilità di assistenza continua “one to one” (e la Asl di MilanoUno è una felice eccezione, ma guarda caso ne è responsabile una IBCLC!);
  • fino a quando il pediatra di base continuerà a valutare i bambini sulla scorta di vecchi parametri, a trattare l’allattamento al seno alla stessa stregua di quello artificiale, a somministrare “aggiunte” ad ogni fisiologico scatto di crescita, a non sapere valutare una poppata o le problematiche che possono incorrere in un allattamento, o a non delegare mai ad un consulente professionista;
  • fino a quando continuerà a proporre schemi di svezzamento a suon di omogeneizzati a 4 mesi di vita, eliminando poppate su poppate e si stupirà della rara presenza di donne allattanti oltre il 6 mese;
  • fino a quando l’intero sistema sanitario e sociale darà della “talebana” ad una mamma che allatta oltre l’anno di vita , rifiutandole cure, esami diagnostici, eventuali farmaci, e sottovalutando qualsiasi problematica dando la colpa di ogni male all’allattamento prolungato;
  • fino a quando si continuerà a minare la fiducia delle madri, a instillare dubbi, lanciare accuse, proporre soluzioni apparentemente più facili e comode, a dispensare consigli non richiesti o platealmente errati;

Fino a quando tutto questo continuerà ad esistere, nessun obiettivo sarà mai raggiunto. Nessuna linea guida rispettata, nessuna evidenza scientifica considerata. E continueremo a proporre SAM  dalle tematiche sempre più complesse e variegate nella speranza di sensibilizzare, informare, promuovere ciò che dovrebbe essere già da tempo assodato. Ma senza ottenere grandi risultati.

Perchè i grandi risultati si ottengono con i piccoli gesti di ogni giorno, lavorando tutti nella medesima direzione.

Un parto rispettato; un post partum sostenuto, osservato, aiutato; una dimissione attenta; un eventuale invio ad un professionista in allattamento; un incontro domiciliare; una doula che sostiene quotidianamente nella messa in opera dei consigli della consulente; un consultorio o un pediatra di base che visiti il piccolo collaborando secondo un progetto comune; una figura psicopedagogica che sostenga nei momenti più faticosi e che conosca molto bene lo stile di accudimento fisiologico di un bambino allattato al seno; la conoscenza e la frequentazione di gruppi ed associazioni di sostegno e promozione all’allattamento; una puntuale osservazione delle norme previste dal Codice di commercializzazione dei sostituti del latte materno” e della legge italiana in materia; ecco, questo a mio parere, è l’unico modo reale, concreto, vero, perchè davvero allattamento sia!

Ed alla scadenza del Progetto oggi ricordato (gli obiettivi di Sviluppo del Millennio), queste considerazioni sono quanto mai urgenti. E’ giunta l’ora che ciascuno, nel suo piccolo, si prenda la responsabilità e la briga di voler davvero fare di tutto per raggiungere questi importantissimi obiettivi. Perché rimanere ciascuno nel proprio brodo, limitandosi a promuovere se stessi, chiudendosi a qualsiasi collaborazione, o pensando di poter da soli cambiare il mondo, reca danno a tutti. E, a costo di tirarmi dietro l’ira dei potenti, affermo che è giunta l’ora che tutti i professionisti che ruotano attorno al mondo della nascita e dell’allattamento si decidano  seriamente e si adoperino davvero affinché  l’allattamento al seno sia  possibile a tutte.

E concludo dicendo, ai pochissimi sanitari che mi leggono in questo momento, e che ho la fortuna di conoscere, che sicuramente loro sono tra coloro che si adoperano al meglio in questa impresa, che stanno facendo un lavoro enorme, probabilmente più grande di quanto gli spetti. Ma siete pochi, pochissimi. Perchè l’esperienza dei rimandi delle mamme è tremendamente negativa. Ancora troppo frequentemente negativa.

Che sia una SAM gioiosa ma anche di riflessione per tutti.

Ottobre 3rd, 2014|Categories: ALLATTAMENTO, VITA DA MAMMA|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su SAM 2014: flash-mob o sit-in di protesta?