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“cosa sta succedendo?!”: vivere uno scatto di crescita

Certe notti ti chiedi “chi me l’ha fatto fare..” e certi giorni ti chiedi “ma che cosa sta succedendo?” Già, certi giorni sono davvero sfiancanti. All’improvviso, tutto cambia. E, ovviamente, in peggio! fino a ieri ti lamentavi di svegliarti due volte per notte e di allattare anche meno di ogni 3 ore ogni giorno. E già così ti sembrava tanto, tantissimo! E oggi?

PERCHE’ NON TIRA LE 3 ORE???

Aiutooo!!! Oggi è un disastro!!! Il piccolo tetta-dipendente continua la ricerca spasmodica del seno! Più o meno ogni 20 minuti affonda la testa tra i tuoi vestiti picchiettando continuamente per cercare l’agognato approdo. Lo prendi in braccio, vai alla finestra e cerchi di distrarlo “Che bella quella macchina rossa!!! guarda!! un’altra macchina, questa volta nera… e questa? è grigia… e questa? …” Il nervoso inizia ad aumentare. Il piccolo “vorace cercatore di ciuccia”, cercando di divincolarsi dalla tua presa poco convinta, ti lancia uno sguardo misto tra l’interrogativo e l’innervosito: “Tutto qui questo mondo? macchine, macchine e ancora macchine??? ma perchè non ci trasferiamo in campagna??” A quel punto, concordi con lui e desisti dal tentativo distraente alla finestra. Cammini per casa forsennatamente, mostrando tutta contenta le meraviglie del tuo minuscolo appartamento: “Ecco amore, guarda questo… il divano, la cucina, la televisione, la libreria, il letto… e poi… ancora il divano , la cucina, la televisione… Ah no.. ecco… il bagnoooo!!!”.

DUBBI E CONDIZIONAMENTI NEGATIVI

Niente. Il giro della casa dura troppo poco. Accidenti! lo avevi detto a tuo marito che volevi un mega attico! Con tutti i figli che avevate in cantiere.. sarebbe servito! A tuo figlio invece del mega attico sembra non interessare un granchè. E’ te che vuole! E’ la ciuccia che cerca.Il nervoso inizia ad essere marcato. Il tentativo di scendere dal tuo braccio per approdare al seno diventa sempre più insistente.

i condizionamenti sociali

E tu inizi a vacillare. “Forse… potrei anche attaccarti un pochino… in fondo prima hai fatto una ciucciatina piccolina, non le tue solite poppate lunghissime… chissà?” Poi ti giri, alzi lo sguardo all’orologio e pensi che in fondo sono passati solo quaranta minuti dall’ultima poppata (se così la puoi chiamare) e ti senti risuonare nelle orecchie la voce di tua madre che ti dice “ma insomma questo bambino è sempre attaccato a quel tuo seno! Manco 3 ore fa! ma possibile? Sei sicura che il tuo latte vada bene? hai sentito la pediatra?..” e così ti viene in mente l’espressione sconcertata della pediatra che hai visto giusto qualche giorno fa: “mmm, signora, qui le cose vanno un po’ a rilento… nelle ultime due settimane è cresciuto un po’ pochino… io direi di smetterla con questo seno e di passare all’artificiale… così almeno sta tranquilla e non ci pensa più”!

Ed ecco che il tuo “barlume di istinto di mamma che quasi quasi dà la tetta due volte nella stessa ora” viene meno, soffocato dal mare di condizionamento nei quali tutti i giorni si trova a sguazzare. Nulla da fare! Hai deciso che non demordi. “il libro dice che alla tua età dovresti stare oltre 3 ore senza mangiare! e così io faro’! adesso basta ciuccia! insomma!!”. E riprendi a camminare per casa, convinta della “tua” idea.

Tentativi di distrazione

Fuori piove a dirotto e fa un gran freddo. Non te la senti proprio di uscire. Il ragazzino cercatore di latte continua a fremere.Ora inizia a lamentarsi sempre di più. A quel punto tenti l’approccio “gioco ultra stimolante”! La mega palestrina tutta luci  e suoni che ti hanno regalato per Natale. Piazzi il pupattolo in quella cosa che sembra più che altro una navicella spaziale e accendi tutto quello che puoi nel tentativo di ipnotizzarlo per un momento.  All’improvviso.. silenzio. “Ecco! lo sapevo che non avevi fame! Vedi? Avevi voglia di… ehm… di una discoteca!! ecco! Adesso stai lì un momento…che ti piace..” E mentre pensi che l’impresa sia conclusa, dopo due minuti esatti di musichetta sempre uguale a se stessa, ecco riprendere il lamento. Sempre più intenso. Ora è un pianto! Oh no! non è possibile!!! E mentre tenti di liberare il marmocchio urlante dalle mille cinghie della super palestrina ti domandi cosa la chiamano a fare “palestrina” quando di movimento dentro questa cosa non se ne puo’ fare manco un po’! Maledici la casa produttrice dell’arnese infernale (totalmente inutile) e ti riprendi in braccio il pupo ormai urlante.

UNA RICHIESTA LEGITTIMA

Lo guardi negli occhi. “Ma insomma, si puo’ sapere perchè piangi? Dormito hai dormito, mangiato hai mangiato (piu o meno..), cambiato sei cambiato, distratto ti ho distratto… ma non è possibile che vuoi davvero attaccarti di nuovo al seno!?” A quel punto tuo figlio potrebbe iniziare a pensare di avere una madre un po’ stordita! (:-)) “Sì, mamma! E’ proprio quello che voglio! Ho davvero davvero tanto bisogno di una ciucciatina! In questi giorni sono cresciuto un pochino meno…E infatti adesso ho bisogno di recuperare un po’. Ho bisogno che il tuo seno produca un po’ più latte per me. E l’unico modo che ho per attivare questo rifornimento è chiederlo! Chiederlo e chiederlo! Fino a quando tutto non si ripristina al meglio. E ci vorrà solo qualche giorno di superlavoro per tornare a regime… E poi, mamma cara, è così bello starmene stretto stretto tra le tue braccia! E’ così caldo, morbido e accogliente. Quando ciuccio da tuo seno, mammina, io respiro il tuo odore, mi nutro del tuo calore, imparo il tuo corpo. Le mie mani ti esplorano e si lanciano curiose sul mondo, mentre la mia bocca si riempie del tuo starmi vicino. Sì, mamma! E’ proprio te quella che voglio, quella che desidero con ogni mia cellula, in ogni istante! Sentirti sulla mia pelle, essere abbracciato, coccolato. Poterti guardare, toccare, gustare. Sì, mamma. E’ proprio di te che sono innamorato! E’ proprio del tuo seno che mi devo nutrire. Sei proprio tu che mi garantisci la vita e l’amore.”

Assecondare il nuovo equilibrio garantisce benessere e produzione

E di colpo il tuo annaspante “istinto di mamma” viene alla ribalta! Tira fuori la testa dall’acqua dell’annegamento culturale in cui lo hai sommerso e ti lancia un salvagente di emergenza! Attaccati, afferralo, non lasciarlo andare. Questa è la chiave per tua sopravvivenza, per raggiungere la scialuppa che salverà te e il tuo bambino e ti condurrà fuori da questa tempesta di messaggi assillanti e fuorvianti. Recupera la rotta perduta, afferra di nuovo il timone della tua barca e prendi il coraggio di stare ai comandi e navigare nella direzione che più ti appartiene. Il resto non conta. Il resto sono solo chiacchiere. Torni a guardare il tuo piccolo che con gli occhi pieni di lacrime continua ad annusarti disperatamente alla ricerca del suo faro e decidi di seguirlo in questa impresa, lungo la sua rotta, quella dell’istinto e dell’amore.  Finalmente ti concedi di cedere.

Ti abbandoni sul divano, allunghi le gambe, ti sistemi un paio di cuscini in posizioni strategiche e lasci che il tuo piccolo insistente, saggio, intelligente, “cercatore di tetta” si faccia strada tra i tuoi vestiti. I singhiozzi lacrimosi lasciano il posto ai più calmi suoni di deglutizione. Sta ciucciando. Il suo volto si decontrae, gli occhi si asciugano e piano piano si socchiudono, le manine si rilassano e cercano le tue, il suo corpo si fa sempre più pesante e si abbandona sul tuo. Ti sistemi meglio sul divano e finalmente ti rilassi anche tu. Lo osservi. “Avevi ragione piccolo mio. Hai proprio voglia di mamma. Forse hai davvero bisogno di un pochino più latte, forse hai bisogno di fare il pieno di anticorpi per combattere l’influenza che si è preso papà la scorsa settimana, forse hai bisogno di consolidare la tua sicurezza in me, forse avevi solo voglia di dirmi che mi ami così tanto da voler stare sempre sempre con me!. Poco importa. Ora non piangi più, ora non sei più nervoso, ora non ho più bisogno di distrarti. Ora, semplicemente, io e te, ci gustiamo questo momento. E tutti gli altri che verranno a venire in questi giorni così confusi, così senza ritmo, così… senza capo nè coda!”.

E mentre ti assopisci un momento, dentro di te pensi che in fondo in fondo assecondare quel tuo famoso “istinto di mamma” non è poi la cosa così sbagliata, e pensi che in effetti tua madre  ti ha allattata al seno si e no per qualche settimana  e che la tua pediatra non ha figli. Pensi che forse il loro desiderio di aiutarti passa attraverso delle strade sbagliate e forse anche fuorviate dai messaggi ben poco disinteressati che riempiono le pagine di libri, chat, riviste. E così, dentro di te, finalmente, prende corpo la storica, incredibile decisione di assecondare questo bisogno di mamma e di ciuccia! Perchè adesso ne sei certa: questo è l’unico modo per garantire abbondanti scorte di latte e altrettanto abbondanti scorte di amore per lui!

guarda anche il video: Scatti di Crescita nella nostra pagina  video scatti di crescita

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Marzo 26th, 2013|Categories: VITA DA MAMMA|Tags: , , , , , |0 Commenti

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