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Il seno NON è un biberon!

L’accudimento di un bambino allattato al seno è diverso da quello di un bambino nutrito artificialmente. Per il semplice fatto che il seno materno NON è uguale al biberon: non funziona allo stesso modo, non si può riempire, somministrare nè gestire nello stesso modo. Quindi l’intera gestione della vita quotidiana con un neonato è notevolmente diversa.

Chi ha allattato artificialmente il primo figlio e sta allattando il secondo al seno lo sa bene: le modalità di allattamento sono profondamente diverse e incidono sulle routine quotidiane. I ritmi di vita sono diversi, i tempi legati alla cura e al nutrimento, i modi in cui ci si addormenta, le persone che si prendono cura del bambino, le relazioni che si attivano, sono diverse. Vediamo le differenze insieme:

Frequenza delle poppate

La composizione del latte materno rispetto a quello artificiale incide in termini di modalità di accudimento: il latte materno è infatti più digeribile, più veloce da metabolizzare, più lassativo e di conseguenza si smaltisce più in fretta.  Il bambino allattato al seno digerisce più in fretta e quindi richiede di poppare più spesso. Inizialmente, quando la produzione si deve calibrare, è solo la richiesta frequente del bambino che può attivare la montata e la giusta calibrazione.

Infine, succhiando al seno con intensità e vigore, il bambino compie un gesto che lo appaga di più, dal punto di vista proprio della sua necessità e del desiderio di suzione fine a se stesso. Succhiando così tanto, a lungo e più o meno intensamente il piccolo tende ad addormentarsi durante la suzione stessa, mentre questo non sempre avviene con un biberon, che finisce troppo in fretta lasciandogli il desiderio di succhiare parzialmente insoddisfatto.

Chi nutre il bambino

Il biberon può essere somministrato da chiunque, anche con il latte materno dentro, ma il seno può essere dato solo dalla mamma! E questo comporta una presenza e una vicinanza quasi costante di mamma e bimbo per molti mesi. Questa necessità incide moltissimo sulla relazione e la modalità di accudimento.

Quando si allatta esclusivamente al seno difficilmente si può e si desidera allontanarsi dal bambino piccolo, lo si porta con sé ovunque e si rimandano le uscite senza bimbo. Ovviamente anche questo conta nello stile di accudimento e nella gestione famigliare in generale.

Come si svolge la poppata

Il biberon ha una capacità prefissata di latte e solitamente lo si somministra ad orari in dosi sempre uguali, difficile vedere grandi cambiamenti nel corso del tempo. Più o meno la posizione in cui lo si offre è sempre la stessa e lo stesso vale per la visuale. La poppata al seno invece ha una durata sempre diversa e, guarda caso, cambia anche a seconda dell’età del bimbo: più è piccolo e (solitamente) più lunghe sono le poppate, così che il bebè possa sperimentare la sicurezza e la serenità che gli dà essere contenuto tra le braccia di mamma.

Man mano che cresce la poppata diventa meno totalizzante, dura molto meno, è più movimentata e distratta. Al cucciolo basta poco per confermare che la mamma c’è sempre, e sa che lei è un’ottima base dalla quale partire (e tornare!) per le sue esplorazioni nel mondo. Scopri in questo articolo come cambia una poppata nel corso del tempo e come essa sia lo specchio della crescita psicologica del bambino.

Allattare a richiesta

Allattare al seno prevede, pena il suo successo, un allattamento a richiesta. Continuamente, per tutta la durata dell’allattamento stesso. Ci sono periodi in cui si allatta ogni due ore, periodi in cui ci si dimentica di allattare e periodi in cui ogni 5 minuti si sta col bimbo attaccato al seno. Questo condiziona la modalità di stare con il proprio bimbo, la determina necessariamente.

Spesso mi si richiede una consulenza per aumentare la produzione di latte in presenza di un allattamento misto (con aggiunta). Il primo ostacolo che trovo è la fatica a passare dalla gestione (mentale) di un allattamento misto o artificiale alla gestione dell’allattamento a richiesta. Questa è la cosa più difficile e condizionante l’allattamento stesso. Non avere orari, non poter fare troppi programmi precisi, dover stare spesso vicino al bambino e doverselo portare sempre dietro per molte è una comodità e una serenità, mentre per altre non lo è. In ogni caso, questo conferma ancora una volta quanto diversa sia la modalità di accudimento a seconda del tipo di allattamento.

La nanna

Anche in questo caso il tipo di allattamento determina molte abitudini. Generalmente dare il biberon spesso ha un effetto quasi narcotizzante per cui il neonato, pieno di latte e stanco per la fatica di gestire un ritmo di suzione intenso quale è quello del biberon, dorme secco per molte ore.

Man mano che cresce, il biberon diventa sempre meno faticoso e spesso il bimbo non si addormenta mentre ciuccia. La fatica di digerire il latte artificiale poi a volte interferisce con il sonno, determinando coliche, pianti, ecc. Il fatto che possa essere somministrato anche da altre persone comporta che il bebè non si addormenti sempre e soltanto con la mamma. Quindi, anche in questo caso, il modo di addormentarsi, le abitudini o le routine del sonno sono svincolate dall’allattamento al seno.

Allattare al seno invece comporta che spesso il bimbo si addormenti al seno, quindi solo tra le braccia di mamma e, dato che il seno è predisposto per essere un ottimo ciuccio (senza effetti collaterali negativi), il bimbo lo cerca e lo desidera anche per questa cosiddetta “funzione non nutritiva”.

Data la necessità di mantenere alta la produzione di latte ciucciando a richiesta e frequentemente, data l’alta digeribilità e il grado di assimilazione del latte materno, data la sua ottima funzione come ciuccio è evidente che l’allattamento notturno diventa parte integrante della modalità dell’allattamento al seno.

Togliere la poppata notturna non solo non è determinante ma spesso è antifisiologico se non controproducente. Quello che conta per una mamma che allatta al seno non è evitare la poppata notturna bensì rendere il normale risveglio notturno quanto meno “disturbante” possibile sia per lei che per il bambino. E non c’è nulla di più comodo e riposante che allattare il proprio cucciolo da sdraiate a letto, sapendo che si riaddormenterà presto al seno. Senza levatacce di ore, senza risvegli veri e propri e soprattutto senza lacrime.

 

Per concludere, il seno non è uguale al biberon e il latte materno non è uguale al latte artificiale. Con i lati postivi e negativi che questi comportano. In ogni caso sempre di accudimento si tratta, e sempre intensa è la dinamica e la relazione tra madre e figlio. L’importante è riconoscerne le caratteristiche e le differenze, affinché si sappia e si riescano a mitigare gli aspetti negativi dell’uno e dell’altro. E si riesca a trovare il proprio equilibrio e la propria serenità in questa gestione.

Se hai bisogno di un sostegno nel trovare la tua dimensione, il tuo equilibrio nella tua specifica situazione e relazione di allattamento e accudimento, io posso aiutarti con le mie CONSULENZE DOMICILIARI. Posso aiutarti a trovare il modo di dare i biberon di latte artificiale, così come a trovare un ritmo nel tuo allattamento a richiesta.

Maggio 4th, 2018|Categories: VITA DA MAMMA|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su Il seno NON è un biberon!