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Svezzamento o Autosvezzamento?

pappa classica Con il termine “svezzamento” si è soliti indicare il passaggio del neonato dal latte alla pappa. Il termine stesso, usato per decenni, significa letteralmente “togliere il vizio”. Questo suggerisce immediatamente l’accezione “negativa” con la quale viene considerato l’allattamento oltre il 6 mese e, di conseguenza, l’urgenza di sostituire le poppate al seno con le pappe, appositamente create e “costruite” su misura per il bebè ancora molto piccolo. Il retaggio culturale che evoca la parola svezzamento, infatti, è quello del periodo dagli anni 60/80 durante i quali i tassi di allattamento al seno erano bassissimi e l’introduzione di cibi solidi avveniva così precocemente da giustificare l’invezione e l’utilizzo sistematico di alimenti specifici per i piccolissimi (omogeneizzati, liofilizzati…). Pur non esistendo alcuna indicazione scientifica in merito, in Italia soprattutto, ci si è fossilizzati su un modello prestabilito di svezzamento che prevede tabelle rigide e totalmente fondate sull’utilizzo di farine ed omogeneizzati anche per lungo periodo.

I risvolti negativi di questo tipo di alimentazione sono soprattutto:

  • forte ed inutile dispendio economico
  • maggiori difficoltà del bambino più grande ad abituarsi ai cibi normali (ad esempio: abituati all’omogeneizzato di frutta rifiutano poi di consumare la comune frutta fresca)
  • minore competenza (e abitudine) a masticare
  • minore autonomia nel gestirsi cibo e stoviglie (bere dal bicchiere da solo, usare le posate , etc..)
  • minor abitudine a distinguere i sapori e la consistenza reale dei vari cibi (il “pappone” non lascia la possibilità di conoscere il sapore e la consistenza di una carota, un cucchiaio di cereali e un pezzetto di carne….)
  • minore capacità di gestire il proprio appetito (il piatto di pappa da finire per poter essere definito un “bravo bimbo” è una tremenda trappola psicologica per gli adulti e per l’innata competenza del bambino a rifiutare eventuale cibo in eccesso… )
  • maggiore fatica della mamma che deve preparare due portate diverse, probabilmente in orari diversi, etc..
  • maggiore ansie legate al momento del pasto (rischio di attivare pericolose lotte familiari sul cibo…)

autosvezzamentoNegli ultimi 10/15 anni invece, anche in seguito alla maggiore diffusione delle Linee Guida Internazionali dell’OMS circa l’alimentazione infantile, sia a seguito dell’ormai famoso libro del dr. Piermarini, il concetto di svezzamento in Italia è notevolmente cambiato. E con esso anche i termini utilizzati. Finalmente la più corretta dicitura “Alimentazione complementare del lattante” o “autosvezzamento”  sta velocemente diffondendosi anche tra i nuovi genitori, e con essa   tutto un altro scenario culturale. Secondo questa definizione il cibo solido è un complemento, un’aggiunta al latte materno che, almeno per tutto il primo anno di vita, rimane la principale fonte di nutrimento per il bambino (almeno il 50% del totale apporto energetico quotidiano). La poppata non va quindi sostituita ma ad essa vanno aggiunti piccoli assaggi di cibo che lentamente e gradualmente aumenteranno sempre più, fino a garantire un corretto apporto nutritivo. Questa modalità di svezzamento comporta massima gradualità, totale rispetto dei tempi e delle competenze del bambino, e nessuno schema preciso di introduzione dei cibi.  Non si propone al bambino un cibo precotto e preparato appositamente per lui, ma si lascia che sia lui a chiedere di mangiare ciò che vede nel piatto dei genitori. Così come si allatta a richiesta allo stesso modo si continua a nutrire a richiesta, seguendo i desideri e i richiami del bambino verso il cibo solido. Lasciandolo libero di sperimentare, toccare e manipolare il cibo e le stoviglie. Lo si invita a prendere confidenza con gli alimenti e lo si lascia libero di assaggiarli. Ben presto sarà perfettamente in grado di masticare e assaporare i normali cibi preparati in famiglia. In questo modo tutti i rischi legati allo “svezzamento” tradizionale italiano (leggi sopra) vengono meno.

vedi anche i nostri video sullo svezzamento : clicca qui

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